articolo di Giovanni Savino @ultimo.fotografo | backstage: Andrea Pacini @hardkore79
In questo luglio asfissiante, in una Firenze rovente, torrida e bollente, sono stato invitato ad organizzare un workshop di fotografia in grande formato ad un gruppo di giovani studenti americani.
Non appena ho ricevuto l’invito, ho subito pensato che sarebbe stato bello fare una dimostrazione pratica di un qualcosa che gli studenti non avessero mai visto prima.
Oggi la fotografia in grande formato è spesso affrontata con una certa riluttanza, specialmente da studenti neofiti, per i costi proibitivi che la pellicola piana ha ormai raggiunto.



Sta di fatto che la bellezza, il vero fascino dello scattare in grande formato, si può solo scoprire attraverso un’intensa e molteplice sperimentazione, senza cadere ostaggio dei prezzi elevatissimi che la pellicola e lo sviluppo hanno raggiunto e che a molti fanno tremare la mano, per paura di sbagliare qualcosa, di sprecare un costosissimo fotogramma, ogni volta che premono il pulsante di scatto.
Invece, per imparare davvero, per creare nuove e interessanti immagini col grande formato, bisogna poter scattare, scattare e scattare, senza il timore di finire sul lastrico!
Fortunatamente però c’è una soluzione: ROBA APPOSTA!
Un kit di sviluppo e inversione da negativo a positivo creato da BRANCO OTTICO.
Questo kit, peraltro molto facile da usare e di un costo alla portata di tutti, permette di invertire rapidamente un negativo, trasformandolo in un positivo.
Ovviamente si può utilizzare con la pellicola piana e anche con quella cinematografica, ma proprio per guidare i miei studenti verso il metodo più economico e soddisfacente di scattare senza timori in grande formato, l’abbiamo utilizzato con la carta fotografica per la stampa del bianco e nero.
Quindi, tra lo stupore generale degli studenti, ho dimostrato come caricare gli chassis 4×5 con la carta (una kodak polycontrast peraltro scaduta negli anni’80), nella camera oscura della scuola.
Poi ci siamo tutti spostati verso il nostro piccolo set: un umile panno nero come fondale, una sedia, un poggiatesta (fondamentale per non far muovere il soggetto dopo averlo messo a fuoco con una velocissima ottica f2.5 che nel formato 35 mm equivale a f0,7), un piccolo flash (400 Watts al secondo) in un beauty-dish, e ovviamente la fotocamera, la mia fidata e leggerissima ZoneVI 4×5.




A questo punto, dopo averlo dimostrato io stesso in un paio di ritratti, ho spiegato agli studenti la routine da seguire:
- inquadrare e metter a fuoco il soggetto sul vetro smerigliato usando la lupa;
- oscurare l’obiettivo con un tappo;
- inserire lo chassis nella fotocamera;
- estrarre il volet dallo chassis;
- dopo aver delicatamente ma velocemente tolto il tappo dalla lente, schiacciare il bottone del flash con l’altra mano, per poi oscurare nuovamente l’obiettivo.
Nell’entusiasmo generale i ragazzi si sono avvicendati davanti e dietro il vetro smerigliato scattandosi ritratti l’un con l’altra.
Ma ancora più entusiasmo l’ha generato il nostro ritorno alla camera oscura dove, sotto la luce rossa, gli studenti hanno visto comparire se stessi e i loro compagni durante lo sviluppo dei negativi di carta, poi hanno visto l’immagine scomparire completamente nel bleach (lo sbianca), poi si sono quasi impauriti quando ho acceso una potente torcia nell’oscurità per riesporre parzialmente l’immagine sbiancata.
Ed infine, con esclamazioni di sorpresa, hanno ammirato apparire l’immagine positiva, unica, perfettamente esposta, nello sviluppo finale.








Ci sarò assolutamente… Immancabile come workshop
ti aspettiamo eh 😉
Articolo splendido, complimenti! Il grande formato raccontato così fa venire voglia di camera oscura. E il kit “Roba Apposta” del mio amico e maestro Davide Rossi è davvero un ottimo prodotto: l’inversione diretta del negativo in positivo non è mai stata così semplice e accessibile. Bravi!
Ciao Roberto, grazie per il tuo commento, molto apprezzato!