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Immersed in CIBACHROME by Heino Heimann

Written by: Davide “canesciolto” Rossi    
Photo and video: Davide “Canesciolto” Rossi, Silvio “Spillo” Gianesella, Nicola “Frizz” Bevilacqua     
Video editimg: Davide “canesciolto” Rossi   

 

 

Il messaggio dell’ amico Spillo non lasciava dubbi, aveva preso contatto con uno dei più interessanti artisti della scena fotografica sperimentale, Heino Heimann.

Capii che l’ occasione era unica e non persi tempo a prenotare una notte a Zurigo per avere il privilegio di visitare il laboratorio personale di Heino e fargli un’ intervista.

Egli ha scelto una materia particolare per esprimersi nel proprio percorso fotografico, il Cibachrome.

Everything started with Spillo’s friend and the message he got was clear, he managed to contact one of the most interesting and fascinating artist of experimental photography in the contemporary scene, Heino Heimann.

I immediately thought it was going to be once in a lifetime opportunity. So, without thinking about it twice, I booked a hotel for Zurigo, we would have the privilege to interview Heino Heimann and to visit his laboratory.

During his life as an artist, Heino decided to use a very rare and particular way to express himself as a photographer, in fact he is one of only people left to use Cibachrome.

 

Uscito di produzione nell’ anno 2011 perché la domanda era notevolmente diminuita, il Cibachrome fu elaborato dall’ azienda CIBA in collaborazione con Ilford negli anni ’60, Ilford ne acquisì poi tutti i diritti nel 1990 continuando la produzione con il nome di Ilfochrome Classic.

E’ un particolare processo di stampa positiva colore in cui, a differenza dei materiali tradizionali dove i coloranti si formano durante lo sviluppo cromogeno, i colori sono già presenti negli strati di emulsione d’ argento che costituiscono il supporto.
I punti degli strati che sono stati esposti alla luce, vengono poi eliminati per distruzione nelle fasi del procedimento, i coloranti rimasti formano per sintesi sottrattiva, un’immagine positiva a colori.

Nessun sistema di stampa è paragonabile al Cibachrome, in quanto a brillantezza, purezza cromatica, stabilità nel tempo, durata, tridimensionalità.

 

Discontinued since 2011, because the request was considerably diminished, Cibachrome has been elaborated by the CIBA, which was working along with Ilford in the ’60s. In the end, Ilford got all the credits and since 1990 kept producing with a new name, Ilfochrome Classic.

It is a very particular printing process, instead of the traditional materials where the colors are created during the chromogen development, here the colors are already on the silver layers that are the final support. Each part of the different layers that has been exposed to the light, is afterwords erased during the whole process. The remaining dyes create, thanks to the subtraction of colors, a positive color image.

Of all the existing printing systems, none is comparable to the Cibachrome, in terms of brilliance, color purity, stability over time, durability, three-dimensionality.

 

 

Siamo partiti da Bergamo come dei banditi in fuga, nei pressi di Zurigo abbiamo iniziato una fase di agitazione con intensità crescente, ci attendeva il mistero.

In una bellissima zona sul lago ci incontriamo con Heino salutandoci come si fa tra vecchi amici, lui ci invita a seguirlo ad una esposizione personale.
Iniziamo così, senza preliminari, un viaggio dentro fotografie cibachrome da 127x127cm con soggetti che vanno dai fiori ai lingotti d’ oro, siamo ipnotizzati, le immagini sono cariche, reali, sembra di poter toccare ciò che sta al loro interno, quei colori sono un tumulto di emozioni, scuotono l’ anima.

E’ il momento tanto atteso di curiosare nel laboratorio, scendiamo nei sotterranei di una struttura di cemento, una ex fabbrica adibita a varie attività, camminiamo lungo alti corridoi avvolti da luci misteriose, è come entrare nell’ area 51.

We left from Bergamo like fugitives, and as we got closer and closer to Zurigo we started to feel nervous without knowing what we were going to find.

In a beautiful area on the lake we met with Heino greeting us like old friends, he invites us to follow in a personal exhibition.
We started our journey through the Cibachrome world, we saw all kind of pictures with subjects going from beautiful landscapes, to flowers, to gold bars, all printed in 127×127 cm. We couldn’t believe our eyes. All the pictures were incredibly stunning, the colors, the lights, the depth of each landscape and subject, it almost looked like you could touch everything that has been captured by the camera, that you could step inside the picture and start walking around. It was overwhelming how real and perfect those images looked.

It’s the long-awaited time to snoop around the lab, so we walked down the stairs of a dismissed building used now for commercials purposes, walking through tall hallway surrounded by mysterious lights in this place that looked like Area 51.

 

 

Heino Heimann, fotografo enigmatico, ha costruito nel suo studio una gigantesca fotocamera abitabile della misura di 2,7×2,7metri, con essa insieme ad una batteria di luci flash dalla potenza incalcolabile, 40.000 W/s solo sulla parte della fotocamera dove alloggia l’ obiettivo, riesce a fotografare soggetti in grandezza naturale o addirittura aumentando le dimensioni reali grazie al sistema di movimenti interni della struttura.

I lavori che ammiriamo sono tutti eseguiti in cibachrome diretto, in pratica la carta viene caricata all’ interno della fotocamera abitabile completamente al buio, poi il soggetto posizionato esternamente, riceve la quantità di luce calcolata per una sensibilità intorno a 2 iso, infine la carta esposta viene sviluppata nella gigantesca sviluppatrice per rivelare la magia.

Osserviamo i suoi lavori rendendoci conto che siamo fortunati a poterli ammirare dal vivo!

Questa ricerca artistica ha richiesto anni di impegno su cui Heino ha investito, un lavoro importante che richiede il mantenimento di una sviluppatrice extra large espressamente creata per il processo Cibachrome, la costruzione di una fotocamera abitabile con un obiettivo NIKON APO 1780mm più unico che raro, avente un cerchio immagine di ben 2,3 metri, l’ acquisto di chimiche e carta per alcuni anni a venire.

 

Heino Heimann is for sure a very particular and enigmatic artist, one of a kind I would say. One of his most famous creations is the “walk-in” camera, where you can literally stand inside since it is 2,7×2,7 meters, along with flash lights of an unmeasurable power, about 40.000 W/s just where the lens is. With that kind of power you can capture actual-size subjects, or even enlarge them thanks to different equipment the camera has.

We are staring at all the beautiful pictures captured with the direct Cibachrome, where basically the paper is placed inside the “walk-in” camera, completely in the darkness. Afterwise the subject is placed outside, where it can get enough light for the 2 iso paper sensitivity to capture the image and to develope it, revealing all its magic.

As we keep walking in the lab, Heino is showing us all his work, we feel ourselves incredibly lucky and grateful for this opportunity.

This artistic research has required years of commitment on which Heino has invested, an important work that requires the maintenance of an extra large paper processor expressly created for the Cibachrome process, the construction of a “walk-in” camera with a rare NIKON APO 1780mm lens, having an maximum coverage circle of 2.3 meters, the purchase of chemicals and paper for some years to come.

 

 

 

Nel tentare di visualizzare l’ ultima idea di Heino, ci troviamo ancora una volta spiazzati, i suoi attuali soggetti sono delle bobine di Tesla, la quale energia viene trasferita sulla carta fotografica dando vita a segnali di luce che sembrano vivi.

Non ci rimane molto tempo per l’ intervista, dobbiamo stringere i tempi, siamo completamente assorbiti dall’ imponenza dei concetti affrontati a livello di sperimentazione personale, concludiamo con una birra di fronte al lago e ad un kit di ROBA APPOSTA, la nostra chimica per l’ inversione in positivo per carte e pellicole bianco e nero.
Siamo stuzzicati dall’ idea di rimettere in produzione il Cibachrome, Heino ci dice che è impossibile, ma ci sarà una via?

Noi intanto ci pensiamo guardando il video.

 

While trying to visualize one of the latest Heino’s idea, we find ourselves speechless one more time. His current subjects are a the Tesla Coils, that can transfer energy directly on the paper, creating incredible shapes of light that look real.

At this point we don’t have much time left for the intreview, after all what we’ve seen and learnt we feel once again overwhelmed by Heino’s ideas, work and projects about sperimental photography. We decide to end our journey with a beer in front of the beutiful Lake that welcomed us when we arrived in Zurigo, and of course with our ROBA APPOSTA kit, our black and white reversal kit for film and paper.

As we talk and relax after this incredible afternoon spent with Heino, we wonder if it would be that crazy to start producing again the Cibachrome. Heino says it is impossible, but who knows?

In the meantime, we’ll think about it while watching the video.

 

 

 

 

 

 

 

ROBA APPOSTA tour in Sicilia

Articolo di Davide “Canesciolto” Rossi      
fotografie di Nicola Bevilacqua

 

Roba Apposta tour, un passo importante perché abbiamo voluto portare il nostro modo di interpretare la fotografia a contatto diretto con la gente della Sicilia, in un programma particolarmente carico.

 

 

Questa terra ti coglie di sorpresa, con i suoi profumi, i sapori, i contrasti, ho imparato a mio rischio e pericolo che a Catania si chiama Arancino e invece a Palermo Arancina, mi ero proposto di controllarmi con il cibo, per fortuna che poi non è andata così…

giovedì 9 maggio arancino, diavola e gelato al pistacchio

arrivo a Catania, accolti dalla splendida ospitalità di Sebastiano & Co, ci dirigiamo subito alla festa di Sant’ Alfio a Lentini, un momento di straordinaria   partecipazione popolare, ci attende una bellissima serata di ritratti e conosciamo il gruppo di sperimentazione fotografica IKOS PHOTO durante una mostra sulla cianotipia.

venerdì 10 maggio granita alla mandorla e brioches

abbiamo appuntamento con i ragazzi dell’ Accademia di Belle Arti di Catania, un incontro esaltante, sono molto colpito dalla loro curiosità e voglia di imparare, la nostra passione li coinvolge e ci seguono oltre l’ orario di scuola

venerdì 10 maggio in serata, arancini e birre in quantità

presentiamo nello studio dell’ associazione SPOT22, la nostra chimica di inversione per carte e pellicole ROBA APPOSTA, realizziamo ritratti su carta fotografica e su pellicole X Ray

 

sabato 11 maggio arancine al ragù

è la volta di prendere il treno per Palermo, ci aspetta un workshop unico organizzato con gli amici di Palermofoto, si tratta di scattare fotografie su carta fotografica diretta e invertirle in positivo con il kit Roba Apposta, tutto con fotocamere grande formato messe gentilmente a disposizione da MCR Cameras di Mimmo Cangemi.

La cosa veramente interessante è che ci sposteremo per la città sfidando le nostre forze e il traffico cittadino

 

 

domenica 12 maggio, da Gigi panino con porchetta e vino locale

si parte con dei test per stabilire la corretta sensibilità della carta fotografica Ilford Multigrade RC da usare con luce naturale, siamo a 3 iso.

Si scende nel traffico cittadino tra divertimento e adrenalina, poi si corre in camera oscura per vedere i risultati dei pezzi unici, alcune immagini sono davvero notevoli.

C’ è tempo per un altro giro di foto, in conclusione si sfoggia la camera 11×14″ per qualche ritratto nello studio di palermofoto

 

 

lunedì 13 maggio, panino con la milza da Rocky

a spasso per la città come i turisti, poche foto, tanti passi, circa 22.000, è il momento di un gelato epico, pistacchio, zuppa inglese, cassata

martedì 14 maggio, tagliata di tonno alla griglia e spiedini siciliani (da sudorazione fredda)

è il giorno in cui fotografiamo per noi, si srotolano pellicole, meno di quante vorremmo

mercoledì 15 penne con pesce spada

siamo nel luogo dove ho mangiato il gelato più buono di tutta la mia vita, “Sferracavaddu”, la partenza è prossima, neanche il tempo delle lacrime, che vediamo la Sicilia dall’ alto.

 

 

 

Il Teatro urbano e la fotografia lenta

workshop con la Roba Apposta a cura di Palermofoto e Branco Ottico

video a cura di Alessandra Bagnasco

 

 

Chi trova una pellicola, trova un tesoro

Articolo di Marco Mancini  

 

La prima volta è successo per caso.

Curiosando tra le fotocamere d’ epoca, vendute a pochi euro ai mercatini, trovai una pellicola.

Ho pensato di prenderla per esercitarmi nella fase di sviluppo, inizialmente era solo un test di abilità.

Scoprii che l’ argento impressionato dalla luce sopravvive al tempo per raccontare storie di altre epoche, trovare rullini dispersi per svilupparli è diventata come la ricerca del tesoro nascosto.

L’ emozione che mi assale subito dopo l’ apertura della tank, è qualcosa di indescrivibile, lo spazio e il tempo si deformano e ciò che appare da quei fotogrammi fa palpitare il cuore.

Momenti di vita quotidiana, persone sconosciute ti guardano da un’ altra epoca, paesaggi e città non più riconoscibili e che sono mutate con il tempo.

Però non sempre l’ impresa riesce, cercare di individuare i giusti parametri per lo sviluppo è fondamentale, servono esperienza e intuito, conditi da un pizzico di fortuna.

Certo, se la pellicola è stata aperta ed ha preso luce, il gioco non funziona naturalmente.

Sono diversi gli episodi che oramai mi vanto di raccontare, il rullo più interessante e allo stesso tempo più complicato per l’ individuazione del giusto sviluppo, mi ha dato le più grandi soddisfazioni perché sono riuscito a ricostruire la sua provenienza.

 

 

L’ ho trovato dentro una fotocamera Kershaw Eight-20 Penguin, una macchina a soffietto verticale che porta il formato pellicola 120, fu prodotta dal 1946 dalla Kershaw-Solo, ben pochi i settaggi disponibili, due diaframmi, quattro tempi di posa e messa a fuoco fissa.

La pellicola in questione è una GRATISPOOL, marchio nato a Glasgow nel 1930, diventò molto popolare per la pubblicità che recitava:

mandaci i rulli da sviluppare e noi ti mandiamo gratis una stampa formato cartolina ed un rullo nuovo da utilizzare

Dopo aver chiesto consiglio ad un amico, ho sviluppato la pellicola in Rodinal 1+50 per 16 minuti a 20 °C, questo è bastato per attivare la macchina del tempo e farmi viaggiare all’ interno dei 4 fotogrammi ben visibili che mi hanno fatto prima sorprendere e poi emozionare.

 

 

Come un cocciuto detective ho cercato di ricostruire le informazioni utili ad individuare le origini delle fotografie attraverso ciò che vedevo nei fotogrammi, difficilissimo senza riferimenti.

Ma un punto di partenza in realtà c’ era!

Dall’ ingrandimento dei numeri di targa delle auto parcheggiate, sono risalito al codice che mi ha permesso di interpretare il significato e quindi la provenienza. Sono targhe britanniche anteriori al 1975, i codici indicano le città di Huddersfield, lancashire e Leeds.

Ho quindi interrogato Street View per trovare il posto esatto ed ho identificato anche la via da dove è stata presa la foto.

A quel punto ho chiuso il cerchio e ricostruito la storia di quel rullino. Purtroppo non conosco chi ha fatto quelle fotografie e mi chiedo che strada abbia fatto quella pellicola per arrivare al mercatino di Roma.

 

 

 

Spesso guardo quei fotogrammi e rimango colpito, la fotografia è l’ unico strumento in grado di indagare a fondo nel mistero del tempo.

Oggi scatterò alcune foto e non svilupperò la mia pellicola.

 

 

 

 

Open Day Fotomatica, quando la passione ti trascina in camera oscura

Articolo di Davide “Canesciolto” Rossi      
backstage di Daniele Sandri, Nicola Bevilacqua, Luigi Masin      
riprese video: Nicola Bevilacqua, Luigi Masin       
montaggio video: Davide “Canesciolto” Rossi

Open Day Fotomatica, in molti si sono lasciati piacevolmente trascinare in camera oscura, tra appassionati e curiosi l’ afflusso è stato superiore alle aspettative.

L’ occasione era ghiotta, Branco Ottico ha presentato il nuovo kit di inversione per carte e pellicole, chiamato ROBA APPOSTA, un momento perfetto per confrontarsi, sfogare la propria curiosità e divertirsi.

 

 

L’ ottima organizzazione ha permesso di gestire in modo ottimale tutte le sessioni di ritratto previste, su prenotazione i diversi gruppi sono stati suddivisi tra sala posa e camera oscura.

La giornata non ha consentito pause, alcuni dei fortunati si sono potuti portare a casa il proprio ritratto in grandissimo formato, che hanno visto nascere e diventare un positivo, alla regia fotografica, Lina Bessonova e Davide Rossi.

 

 

Come al solito stile del Branco Ottico, le sessioni di ritratto sono state gestite come una sorta di teatro improvvisato, infatti i partecipanti si sono ritrovati a prendere parte attivamente alle fasi di scatto e sviluppo, il tutto non senza colpi di scena.

 

 

 

 

ROBA APPOSTA black and white reversal kit OFFICIAL PAGE

 

 

TOY CAMERA, non è un gioco

Articolo di Luigi Masin  

 

La semplicità disarmante con cui molti autori sono riusciti a creare vere e proprie opere fotografiche attraverso l’ utilizzo di fotocamere giocattolo, mi ha sempre attratto ed incuriosito.

Mi faccio sempre molte domande.

E cerco risposte!

 

Dove posso trovare tutte le risposte se non sperimentando con le stesse TOY CAMERA?

Ragionando sul fenomeno della Lomografia, termine che definisce un particolare approccio alla fotografia analogica e caratterizzato dall’impiego di una macchina fotografica a pellicola tradizionale 35 mm compatta, la LOMO, si potrebbe pensare che oramai non sia più soltanto un fenomeno di tendenza.

Avvolto dal romanticismo, mi sono procurato diverse Toy Camera e dando uno sguardo più da vicino a questi “oggetti plasticosi“, mi sono reso conto di non avere nulla in mano.
Inesistenti come struttura, due soli tempi di scatto 1/60 sec. e posa B, diaframma con sole o nuvole, lenti di plastica e messa a fuoco a stima.
Visti i risultati che si possono ottenere, raggiungo l’ importante traguardo mentale, che il mezzo fotografico non conta. O perlomeno non conta per un certo tipo di fotografia.

 

Parlando della Lomo devo dire che è una macchina fotografica completa, di produzione Russa degli anni Settanta poi ripresa da Lomography, ha diaframmi da F 2,8 a F 16 più la posizione automatica che si riferisce al tempo di scatto, messa a fuoco da 0,8 m all infinito, i tempi di scatto automatici in base ai diaframmi scelti.

Doppie o triple esposizioni, scelte di pellicole bianco nero o colore, scambi di sviluppo colore definiti CROSS PROCESSING per ottenere colorazioni particolari, poi ci sono le pellicole cinematografiche, le LOMO INSTANT.

Un mondo da scoprire in cui tuffarsi con curiosità e voglia di scoperta.

Ma chi l’ ha detto che è un gioco?

VENEZIA CON LA ZERO IMAGE CAMERA E PELLICOLA SUPER SCADUTA

 

 

e se vi piace l’ argomento potete cercare un buon libro

 

 

 

 

LIMES 120 camera, lens vs pinhole

Written by: Davide “canesciolto” Rossi    camera builder: Daniele Sandri 

 

Piatto del giorno: fotocamera casalinga con intercambiabilità ottica/foro stenopeico (pinhole)

ingredienti: dorso hasselblad, obiettivo industar 110mm f/ 4.5, lattina di tè

costo totale attrezzatura/materiali: € 115,00

livello di difficoltà: medio

 


Costruirsi fotocamere, rende la fotografia ancora più piacevole e divertente.

Il limite di ciò che si può fare è solo quello dettato dalla fantasia.


Daniele Sandri, del gruppo di sperimentazione fotografica Branco Ottico, deve avere un demone nella sua testa, che a qualsiasi ora del giorno e della notte lo induce a creare oggetti fotografici bellissimi e perfettamente funzionanti.

E’ comunque un’ esperienza molto formativa che chiunque può fare, servono solo curiosità, fantasia ed un briciolo di conoscenza della camera oscura.

 

Dish of the day: home made camera with interchangeability of lens / pinhole


ingredients:
hasselblad film back, industar lens 110mm f / 4.5, tea can

total cost of materials: € 115,00

difficulty level: medium

 

 

Building cameras makes photography even more enjoyable and fun.
The limit of what can be done is only that dictated by the imagination.


Daniele Sandri, of the Branco Ottico photographic experiment crew, must have a demon in his head, which at any time of day or night causes him to create beautiful and fully functional photographic objects.

However, it is a very formative experience that anyone can do, only need curiosity, imagination and a bit of knowledge of the darkroom.

 

 

La “LIMES 120” è una vera fotocamera costruita partendo da un dorso medio formato HASSELBLAD, che ha ben due possibilità di utilizzo, se usata con l’ obiettivo industar 110mm permette il controllo dell’ esposizione grazie alla possibilità di gestire tempi e diaframmi situati sull’ obiettivo stesso, oppure può lasciare più spazio all’ avventura e alla poesia se usata invece con il foro stenopeico.

Perchè?

Perché avendo due possibilità aumenta il divertimento.

 

 

The “LIMES 120” is a real camera built starting from a HASSELBLAD medium format back, which has two possibilities of use, if used with the 110mm industar lens allows the control of the exposure thanks to the possibility to manage times and diaphragms located on the objective itself, or it can leave more room for adventure and poetry if used instead with the pinhole.

Why?

Because having two possibilities increases the fun.

 

 

” Questa volta oltre ad usare un obiettivo per medio formato, volevo poterlo smontare rapidamente per inserire un foro stenopeico, insomma il dorso con la relativa camera incollata avrebbe dovuto poter ospitare due sistemi diversi.

Utilizzare il barattolo di tè per montarci l’obiettivo Industar alla giusta distanza in modo da poter mettere a fuoco correttamente non è stato facile, bastano 2 o 3 millimetri per sbagliare il fuoco!
Dopo un paio di rullini ho trovato le giuste misure, anche se non rispettano quelle indicate sull’obbiettivo sovietico, ritengo l’ esperimento riuscito.”

L’ estetica è importante e le rifiniture arricchite di accessori come un vecchio esposimetro Zeiss e un mirino preso da una Polaroid, rendono la fotocamera di un irresistibile stile steampunk/pop

 

 

LIMES 120 with lens

 

 

” This time in addition to using a medium format lens, I wanted to be able to quickly remove it to insert a pinhole, in short, the back with its glued camera should have been able to accommodate two different systems.

Using the can of tea to mount the Industar lens at the right distance so you can focus properly was not easy, it takes 2 or 3 millimeters to make a mistake!
After a couple of rolls I found the right measures, even if they do not respect those indicated on the Soviet lens, I think the experiment was successful.”

The aesthetics are important and the finishes enriched with accessories like an old Zeiss exposure meter and a viewfinder taken from a Polaroid, make the camera an irresistible steampunk / pop style.

 

 

Limes 120 pinhole

 

ARTICOLO PUBBLICATO SU

 

 

Ed è subito Fine Art

E' un workshop unico, dalla fotografia pensata alla stampa tra le mani, con due docenti come Lina Bessonova e Davide Rossi.

Gli sguardi si fanno intensi, la platea è carica e preparata, i 9 partecipanti sono partiti da Bolzano, Domodossola, Treviso, Ferrara, Vicenza.
Francesco ed Antonio si sono alzati alle 2:30 di notte per arrivare in orario a Polesella, questa è passione vera!

I minuti sono contati, ma abbiamo sempre tempo per sorridere o tagliare uno speck brindando con un vino d' autore, oramai è amore.

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Sperimentare con la fotografia, BrancoType 2018

Durante queste tre giornate del BrancoType Festival, immersi in un contesto paesaggistico e architettonico magico e accogliente, si sono incontrati bambini, adulti, inesperti e professionisti allo stesso livello, senza limiti di età o ambizioni di sorta, ma con una grandissima voglia di conoscersi, ascoltarsi, confrontarsi, mettere mano alla fotografia

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Test Sony ALPHA 7 II with 58mm ROKKOR 1:1.4 lens

Video and editing: Davide “canesciolto” Rossi       Written by: Davide “canesciolto” Rossi   

 

Vista la nostra vocazione rivolta ad unire tecnologie e strumenti di tutte le epoche, ci siamo messi a giocare facendo un test video con una fotocamera SONY ALPHA 7 II, sulla quale abbiamo montato un glorioso obiettivo ROKKOR 58mm 1:1.4.

La Sony ALPHA 7 II, per noi è uno strumento di lavoro e non facciamo molti sconti in fase operativa, l’ abbiamo usata completamente a mano libera sfruttando il suo particolare sensore full frame stabilizzato su 5 assi e la codifica video XAVCS a bit rate elevato per immagini Full HD a 50 Mbps.

Ma ecco la cosa che può fare la differenza per gli amanti della creatività.

La possibilità di usare ottiche di vario genere, di tutti i tipi e dedicate anche ad altri formati, grazie all’ innumerevole offerta di anelli adattatori disponibili in commercio.

 

Non trovate l’ adattatore che fa per voi? Nessuna timidezza per un creativo, mano al nastro americano e giro di tela per unire fotocamera e ottica!

 

Il nostro ROKKOR 58mm 1:1.4 ci ha soddisfatti fino in fondo, lo abbiamo usato a tutta apertura per arrivare ad uno sfocato godereccio e sorprendente.

L’ obiettivo si fa sentire nel peso e si capisce subito che non ci sono paragoni con le attuali ottiche in commercio, messa a fuoco manuale fluida e lunga, lente tagliente, ma molto piacevole con una profondità di campo talmente ridotta da lasciare quasi tutto all’ immaginazione.

 

Buona visione…

 

 

 

 

Aspettando il BRANCOTYPE Festival 2018

Articolo:  Aleks Falcone |  Fotografie:  Aleks Falcone, Marco Crivellaro

Happiness is a warm shot. I miei giorni al BrancoType

Colonna sonora: The Beatles, White Album.

 

Un festival di fotografia sperimentale è come un trentatré giri. Si porta le canzoni incise addosso.

Appoggi la puntina e gli eventi scorrono da sé. Basta ascoltare, guardare la copertina, leggere i testi.
Multimediale analogico.
Quando la musica finisce, il fruscio del solco centrale è il suono di ciò che del BrancoType Festival ti resta a girare dentro. Ma se non c’eri, tu che ne sai.

 

 

Track: Blackbird – Era la sera di un giorno duro, giovedì. La cordicella del vip pass s’arricciava.
C’era cibo rapido e vino frizzante.
C’erano artisti colorati, immagini in bianconero, creazioni.
Le foto esposte si lasciavano guardare. Hai visto quelle grandi, dipinte con la luce?

Poi è arrivata l’ora dell’esperimento.

You were only waiting for this moment to arise. Nell’abbassarsi delle luci, l’eccitazione delle cose imminenti.
Prima resta in luce solo il volto. Poi spegnete tutto, anche gli schermi in tasca.
C’è l’artista e una penna luminosa.

Avevi mai visto disegnare nel buio?

Il soggetto resta immobile, agli spettatori è concesso masticare. Apri e chiudi.

 

 

Track: Revolution 9 – Lo scatto è solo l’inizio del gioco. Il mattino di venerdì arriva come un’Alba bionda.
Sara ci racconta il suo modo di piegare le idee con le mani. Colla, oggetti, pennarelli, pensieri, pezzi di plastica e dubbi possono entrare dentro una immagine, basta trovare la porta. Nel mixer metti parole, burro e zucchero, poi immagini biscotti e sforni emozioni dalla stampante.

Tu comincia a fare.

Se serve, usa del cartone. Aggiungi un pezzetto alla volta. Se serve, usa la luce della finestra. Fai il ritratto al risultato e poi vai avanti.

Il talento è non sedersi, l’ispirazione non prende l’ascensore. Sara dice “prova!” e sorride. They are standing still. Tu stampane un’altra e ricominciamo. Io sbroglio la cordicella e vi raggiungo.

 

Track: Glass Onion – Il Banco Ottico (ricordi? Adams, volume uno), conoscerlo di persona è un’altra cosa.
Davide lo presenta a tutti, lui s’inchina e ciascuno avrà modo di sbirciare sotto il panno nero. La prima cosa è la luce. Metti a fuoco un bel volto smerigliato.
La foto segue come un testimone.
To see how the other half live.
Il cortile illuminato, consente varie riflessioni. Il pass è sulla schiena, maledetta cordicella.
Il passo successivo è la camera oscura.

 

 

Track: Savoy Truffle – È il luogo a luci rosse dove impressioni negative si fanno stampe.
Esser positivi, esser sensibili: assegni alle parole altri significati.
The sweat is gonna fill your head.

C’è della magia: dal telefono alla carta fotografica senza cavi e senza gettoni.

Al buio, conta fino a sedici in russo ad alta voce.
Più o meno il tempo che impiega la cordicella per attorcigliarsi, senza mani.
Abracadabra non è la parola giusta, ma è la prima che viene in mente. Fatto lo sviluppo, siamo fotografi adulti.

 

Track: Honey Pie – Passano torme di crepitanti dueruote odorose e vocianti.
Dentro, moduliamo Frequenze Visive, fotografia e pittura, impressioni su libri, vite, arte e altre sciocchezzuole importantissime.
Di tutte le parole, qualcuna ti colpisce, accende una idea, mostra qualcosa che credevi di sapere. Intanto lo stormo va via. Fossero state vespe, avrebbero nidificato.
Come and show me the magic.
Uno dei pionieri del cinema era un illusionista. Tu chiamala, se vuoi, lanterna magica. C’è stato un tempo in cui la Luna di Méliès era famosa.
You became a legend of the silver screen.

Noi ci guardiamo negli occhi, ridiamo.

 

 

Track: Dear Prudence – In fondo al giorno, intenso, ci dedichiamo a fotografie che fermano, per miracolo, identità temporanee, casuali, impreviste, imposte dalla malattia. Memorie di un tempo senza memoria.
Like a little child.
È il tentativo di raccontare un vuoto, la perdita di tutti i tuoi racconti, ricordi, cose, persone, affetti.
Let me see you smile again.
Ecco le foto, il video, le parole.
La serata – intensa, davvero – è breve.
Con gli occhi sullo schermo, sciolgo la cordicella. Una chitarra sottolinea il momento.

 

Track: While My Guitar Gently Weeps – È ora, mi spiace, andiamo, t’accompagno. E invece la fontana, il bambino con l’acqua, le auto che si fermano, guardano e vanno via, un sacco di parole sparse sulla panchina e no che non ti lamenti, continua a parlare.
I don’t know why nobody told you.
Finché il venerdì smette di scorrere e si ferma un attimo, prima di finire.

C’è quel silenzio del giorno prima che non c’è più.

Forse è il momento di salutare. Ciao, ci scriviamo.

 

Track: Don’t Pass Me By – È un sabato che sembra la dépendance di venerdì.

Tra noi c’era della chimica.

Ferrocianuro di potassio, se lo dici col tono giusto, fa paura.
Don’t make me cry, don’t make me blue.
E la cordicella s’arriccia come carta umida.
Se sai usare i pennelli, è ora di mostrarlo. Se sai usare il phon, anche. Il rullo è la felicità d’un fanciullino.
Stampo Roberta in negativo per fare impressione.
Abbronzarsi non è il vero scopo, ma è il primo che viene in mente.
Esponi cinque minuti, poi i tuffi.
I hear the clock a’ticking.
Sciacqua, risciacqua, ossida e poi il posto al sole.

 

 

Track: Cry Baby Cry – La pausa arriva fino al tramonto. L’ora che sboccia il teatro. In queste Stanze, al buio delle candele, silenzio, per favore, fate passare.
Alessandra cerca una uscita.
Perché solo visti da fuori siamo quel che siamo e non chi crediamo di essere.
Make your mother sigh: she’s old enough to know better.

Il fantasma era lei, la bambina lo sarà, nello specchio siamo tutti.

Ora accendi la luce, abbracciala e inchinati. Altrimenti non va via nessuno.

 

 

Track: Everybody’s Got Something to Hide Except for Me and My Monkey – Il sabato finisce in pizzeria. Discorsi leggeri, argomenti profondi.
The higher you fly, the deeper you go.
Ci vuole dell’alcol. La felicità è una pizza calda, quando hai fame.

 

Track: Why Don’t We Do It in the Road? – Metti una domenica mattina a parlare di composizione con ‘sta cordicella arravogliata al collo.
Why Don’t We Do It in the Road?
Poi qualcuno propone escursioni.
Why Don’t We Do It in the Road?
Ma è ora di pranzo. Aspettiamo il gran finale.

 

Track: Helter Skelter – Chiedi cos’è steampunk, ed ecco le macchine, i teschi, i dettagli rivelatori. Ci sono regine, armi grandiose, scene curiose. Il professore fuma la pipa.
I’m coming down fast but I’m miles above you.
È il futuro di un passato alternativo. Passiamo anche noi, prendiamo immagini e torniamo.
Dimentica tutto, allunga la focale e scatta. La ragazza beve del the, una lady alata è lì che non vola.
She’s coming down fast, yes, she is.
Seguili fuori. Orologio non è la parola giusta ma è la prima che viene in mente. Ora spostati, fa un passo indietro, look out, ‘cause here she comes, lasciala passare, cogli l’attimo della foto ricordo. Come se tutto ciò si potesse scordare.

 

 

Track: Happiness is a Warm Gun – Non ci pensi, ma tutto ha una fine. Finisce che nella foto ricordo ci sono pure io. La cordicella finalmente tranquilla.
The man in the crowd with the multicolored mirrors on his hobnail boots.
Non ci pensi subito, perché il fruscio ti resta a girare dentro. Aspetti finché smette. Ed è in quel preciso momento che comincia a mancarti.

Ma se non c’eri, tu che ne sai.

Bonus track: I’m So Tired.