Home » camera oscura

Tag: camera oscura

Immersed in CIBACHROME by Heino Heimann

Written by: Davide “canesciolto” Rossi    
Photo and video: Davide “Canesciolto” Rossi, Silvio “Spillo” Gianesella, Nicola “Frizz” Bevilacqua     
Video editimg: Davide “canesciolto” Rossi   

 

 

Il messaggio dell’ amico Spillo non lasciava dubbi, aveva preso contatto con uno dei più interessanti artisti della scena fotografica sperimentale, Heino Heimann.

Capii che l’ occasione era unica e non persi tempo a prenotare una notte a Zurigo per avere il privilegio di visitare il laboratorio personale di Heino e fargli un’ intervista.

Egli ha scelto una materia particolare per esprimersi nel proprio percorso fotografico, il Cibachrome.

Everything started with Spillo’s friend and the message he got was clear, he managed to contact one of the most interesting and fascinating artist of experimental photography in the contemporary scene, Heino Heimann.

I immediately thought it was going to be once in a lifetime opportunity. So, without thinking about it twice, I booked a hotel for Zurigo, we would have the privilege to interview Heino Heimann and to visit his laboratory.

During his life as an artist, Heino decided to use a very rare and particular way to express himself as a photographer, in fact he is one of only people left to use Cibachrome.

 

Uscito di produzione nell’ anno 2011 perché la domanda era notevolmente diminuita, il Cibachrome fu elaborato dall’ azienda CIBA in collaborazione con Ilford negli anni ’60, Ilford ne acquisì poi tutti i diritti nel 1990 continuando la produzione con il nome di Ilfochrome Classic.

E’ un particolare processo di stampa positiva colore in cui, a differenza dei materiali tradizionali dove i coloranti si formano durante lo sviluppo cromogeno, i colori sono già presenti negli strati di emulsione d’ argento che costituiscono il supporto.
I punti degli strati che sono stati esposti alla luce, vengono poi eliminati per distruzione nelle fasi del procedimento, i coloranti rimasti formano per sintesi sottrattiva, un’immagine positiva a colori.

Nessun sistema di stampa è paragonabile al Cibachrome, in quanto a brillantezza, purezza cromatica, stabilità nel tempo, durata, tridimensionalità.

 

Discontinued since 2011, because the request was considerably diminished, Cibachrome has been elaborated by the CIBA, which was working along with Ilford in the ’60s. In the end, Ilford got all the credits and since 1990 kept producing with a new name, Ilfochrome Classic.

It is a very particular printing process, instead of the traditional materials where the colors are created during the chromogen development, here the colors are already on the silver layers that are the final support. Each part of the different layers that has been exposed to the light, is afterwords erased during the whole process. The remaining dyes create, thanks to the subtraction of colors, a positive color image.

Of all the existing printing systems, none is comparable to the Cibachrome, in terms of brilliance, color purity, stability over time, durability, three-dimensionality.

 

 

Siamo partiti da Bergamo come dei banditi in fuga, nei pressi di Zurigo abbiamo iniziato una fase di agitazione con intensità crescente, ci attendeva il mistero.

In una bellissima zona sul lago ci incontriamo con Heino salutandoci come si fa tra vecchi amici, lui ci invita a seguirlo ad una esposizione personale.
Iniziamo così, senza preliminari, un viaggio dentro fotografie cibachrome da 127x127cm con soggetti che vanno dai fiori ai lingotti d’ oro, siamo ipnotizzati, le immagini sono cariche, reali, sembra di poter toccare ciò che sta al loro interno, quei colori sono un tumulto di emozioni, scuotono l’ anima.

E’ il momento tanto atteso di curiosare nel laboratorio, scendiamo nei sotterranei di una struttura di cemento, una ex fabbrica adibita a varie attività, camminiamo lungo alti corridoi avvolti da luci misteriose, è come entrare nell’ area 51.

We left from Bergamo like fugitives, and as we got closer and closer to Zurigo we started to feel nervous without knowing what we were going to find.

In a beautiful area on the lake we met with Heino greeting us like old friends, he invites us to follow in a personal exhibition.
We started our journey through the Cibachrome world, we saw all kind of pictures with subjects going from beautiful landscapes, to flowers, to gold bars, all printed in 127×127 cm. We couldn’t believe our eyes. All the pictures were incredibly stunning, the colors, the lights, the depth of each landscape and subject, it almost looked like you could touch everything that has been captured by the camera, that you could step inside the picture and start walking around. It was overwhelming how real and perfect those images looked.

It’s the long-awaited time to snoop around the lab, so we walked down the stairs of a dismissed building used now for commercials purposes, walking through tall hallway surrounded by mysterious lights in this place that looked like Area 51.

 

 

Heino Heimann, fotografo enigmatico, ha costruito nel suo studio una gigantesca fotocamera abitabile della misura di 2,7×2,7metri, con essa insieme ad una batteria di luci flash dalla potenza incalcolabile, 40.000 W/s solo sulla parte della fotocamera dove alloggia l’ obiettivo, riesce a fotografare soggetti in grandezza naturale o addirittura aumentando le dimensioni reali grazie al sistema di movimenti interni della struttura.

I lavori che ammiriamo sono tutti eseguiti in cibachrome diretto, in pratica la carta viene caricata all’ interno della fotocamera abitabile completamente al buio, poi il soggetto posizionato esternamente, riceve la quantità di luce calcolata per una sensibilità intorno a 2 iso, infine la carta esposta viene sviluppata nella gigantesca sviluppatrice per rivelare la magia.

Osserviamo i suoi lavori rendendoci conto che siamo fortunati a poterli ammirare dal vivo!

Questa ricerca artistica ha richiesto anni di impegno su cui Heino ha investito, un lavoro importante che richiede il mantenimento di una sviluppatrice extra large espressamente creata per il processo Cibachrome, la costruzione di una fotocamera abitabile con un obiettivo NIKON APO 1780mm più unico che raro, avente un cerchio immagine di ben 2,3 metri, l’ acquisto di chimiche e carta per alcuni anni a venire.

 

Heino Heimann is for sure a very particular and enigmatic artist, one of a kind I would say. One of his most famous creations is the “walk-in” camera, where you can literally stand inside since it is 2,7×2,7 meters, along with flash lights of an unmeasurable power, about 40.000 W/s just where the lens is. With that kind of power you can capture actual-size subjects, or even enlarge them thanks to different equipment the camera has.

We are staring at all the beautiful pictures captured with the direct Cibachrome, where basically the paper is placed inside the “walk-in” camera, completely in the darkness. Afterwise the subject is placed outside, where it can get enough light for the 2 iso paper sensitivity to capture the image and to develope it, revealing all its magic.

As we keep walking in the lab, Heino is showing us all his work, we feel ourselves incredibly lucky and grateful for this opportunity.

This artistic research has required years of commitment on which Heino has invested, an important work that requires the maintenance of an extra large paper processor expressly created for the Cibachrome process, the construction of a “walk-in” camera with a rare NIKON APO 1780mm lens, having an maximum coverage circle of 2.3 meters, the purchase of chemicals and paper for some years to come.

 

 

 

Nel tentare di visualizzare l’ ultima idea di Heino, ci troviamo ancora una volta spiazzati, i suoi attuali soggetti sono delle bobine di Tesla, la quale energia viene trasferita sulla carta fotografica dando vita a segnali di luce che sembrano vivi.

Non ci rimane molto tempo per l’ intervista, dobbiamo stringere i tempi, siamo completamente assorbiti dall’ imponenza dei concetti affrontati a livello di sperimentazione personale, concludiamo con una birra di fronte al lago e ad un kit di ROBA APPOSTA, la nostra chimica per l’ inversione in positivo per carte e pellicole bianco e nero.
Siamo stuzzicati dall’ idea di rimettere in produzione il Cibachrome, Heino ci dice che è impossibile, ma ci sarà una via?

Noi intanto ci pensiamo guardando il video.

 

While trying to visualize one of the latest Heino’s idea, we find ourselves speechless one more time. His current subjects are a the Tesla Coils, that can transfer energy directly on the paper, creating incredible shapes of light that look real.

At this point we don’t have much time left for the intreview, after all what we’ve seen and learnt we feel once again overwhelmed by Heino’s ideas, work and projects about sperimental photography. We decide to end our journey with a beer in front of the beutiful Lake that welcomed us when we arrived in Zurigo, and of course with our ROBA APPOSTA kit, our black and white reversal kit for film and paper.

As we talk and relax after this incredible afternoon spent with Heino, we wonder if it would be that crazy to start producing again the Cibachrome. Heino says it is impossible, but who knows?

In the meantime, we’ll think about it while watching the video.

 

 

 

 

 

 

 

ROBA APPOSTA tour in Sicilia

Articolo di Davide “Canesciolto” Rossi      
fotografie di Nicola Bevilacqua

 

Roba Apposta tour, un passo importante perché abbiamo voluto portare il nostro modo di interpretare la fotografia a contatto diretto con la gente della Sicilia, in un programma particolarmente carico.

 

 

Questa terra ti coglie di sorpresa, con i suoi profumi, i sapori, i contrasti, ho imparato a mio rischio e pericolo che a Catania si chiama Arancino e invece a Palermo Arancina, mi ero proposto di controllarmi con il cibo, per fortuna che poi non è andata così…

giovedì 9 maggio arancino, diavola e gelato al pistacchio

arrivo a Catania, accolti dalla splendida ospitalità di Sebastiano & Co, ci dirigiamo subito alla festa di Sant’ Alfio a Lentini, un momento di straordinaria   partecipazione popolare, ci attende una bellissima serata di ritratti e conosciamo il gruppo di sperimentazione fotografica IKOS PHOTO durante una mostra sulla cianotipia.

venerdì 10 maggio granita alla mandorla e brioches

abbiamo appuntamento con i ragazzi dell’ Accademia di Belle Arti di Catania, un incontro esaltante, sono molto colpito dalla loro curiosità e voglia di imparare, la nostra passione li coinvolge e ci seguono oltre l’ orario di scuola

venerdì 10 maggio in serata, arancini e birre in quantità

presentiamo nello studio dell’ associazione SPOT22, la nostra chimica di inversione per carte e pellicole ROBA APPOSTA, realizziamo ritratti su carta fotografica e su pellicole X Ray

 

sabato 11 maggio arancine al ragù

è la volta di prendere il treno per Palermo, ci aspetta un workshop unico organizzato con gli amici di Palermofoto, si tratta di scattare fotografie su carta fotografica diretta e invertirle in positivo con il kit Roba Apposta, tutto con fotocamere grande formato messe gentilmente a disposizione da MCR Cameras di Mimmo Cangemi.

La cosa veramente interessante è che ci sposteremo per la città sfidando le nostre forze e il traffico cittadino

 

 

domenica 12 maggio, da Gigi panino con porchetta e vino locale

si parte con dei test per stabilire la corretta sensibilità della carta fotografica Ilford Multigrade RC da usare con luce naturale, siamo a 3 iso.

Si scende nel traffico cittadino tra divertimento e adrenalina, poi si corre in camera oscura per vedere i risultati dei pezzi unici, alcune immagini sono davvero notevoli.

C’ è tempo per un altro giro di foto, in conclusione si sfoggia la camera 11×14″ per qualche ritratto nello studio di palermofoto

 

 

lunedì 13 maggio, panino con la milza da Rocky

a spasso per la città come i turisti, poche foto, tanti passi, circa 22.000, è il momento di un gelato epico, pistacchio, zuppa inglese, cassata

martedì 14 maggio, tagliata di tonno alla griglia e spiedini siciliani (da sudorazione fredda)

è il giorno in cui fotografiamo per noi, si srotolano pellicole, meno di quante vorremmo

mercoledì 15 penne con pesce spada

siamo nel luogo dove ho mangiato il gelato più buono di tutta la mia vita, “Sferracavaddu”, la partenza è prossima, neanche il tempo delle lacrime, che vediamo la Sicilia dall’ alto.

 

 

 

Il Teatro urbano e la fotografia lenta

workshop con la Roba Apposta a cura di Palermofoto e Branco Ottico

video a cura di Alessandra Bagnasco

 

 

Chi trova una pellicola, trova un tesoro

Articolo di Marco Mancini  

 

La prima volta è successo per caso.

Curiosando tra le fotocamere d’ epoca, vendute a pochi euro ai mercatini, trovai una pellicola.

Ho pensato di prenderla per esercitarmi nella fase di sviluppo, inizialmente era solo un test di abilità.

Scoprii che l’ argento impressionato dalla luce sopravvive al tempo per raccontare storie di altre epoche, trovare rullini dispersi per svilupparli è diventata come la ricerca del tesoro nascosto.

L’ emozione che mi assale subito dopo l’ apertura della tank, è qualcosa di indescrivibile, lo spazio e il tempo si deformano e ciò che appare da quei fotogrammi fa palpitare il cuore.

Momenti di vita quotidiana, persone sconosciute ti guardano da un’ altra epoca, paesaggi e città non più riconoscibili e che sono mutate con il tempo.

Però non sempre l’ impresa riesce, cercare di individuare i giusti parametri per lo sviluppo è fondamentale, servono esperienza e intuito, conditi da un pizzico di fortuna.

Certo, se la pellicola è stata aperta ed ha preso luce, il gioco non funziona naturalmente.

Sono diversi gli episodi che oramai mi vanto di raccontare, il rullo più interessante e allo stesso tempo più complicato per l’ individuazione del giusto sviluppo, mi ha dato le più grandi soddisfazioni perché sono riuscito a ricostruire la sua provenienza.

 

 

L’ ho trovato dentro una fotocamera Kershaw Eight-20 Penguin, una macchina a soffietto verticale che porta il formato pellicola 120, fu prodotta dal 1946 dalla Kershaw-Solo, ben pochi i settaggi disponibili, due diaframmi, quattro tempi di posa e messa a fuoco fissa.

La pellicola in questione è una GRATISPOOL, marchio nato a Glasgow nel 1930, diventò molto popolare per la pubblicità che recitava:

mandaci i rulli da sviluppare e noi ti mandiamo gratis una stampa formato cartolina ed un rullo nuovo da utilizzare

Dopo aver chiesto consiglio ad un amico, ho sviluppato la pellicola in Rodinal 1+50 per 16 minuti a 20 °C, questo è bastato per attivare la macchina del tempo e farmi viaggiare all’ interno dei 4 fotogrammi ben visibili che mi hanno fatto prima sorprendere e poi emozionare.

 

 

Come un cocciuto detective ho cercato di ricostruire le informazioni utili ad individuare le origini delle fotografie attraverso ciò che vedevo nei fotogrammi, difficilissimo senza riferimenti.

Ma un punto di partenza in realtà c’ era!

Dall’ ingrandimento dei numeri di targa delle auto parcheggiate, sono risalito al codice che mi ha permesso di interpretare il significato e quindi la provenienza. Sono targhe britanniche anteriori al 1975, i codici indicano le città di Huddersfield, lancashire e Leeds.

Ho quindi interrogato Street View per trovare il posto esatto ed ho identificato anche la via da dove è stata presa la foto.

A quel punto ho chiuso il cerchio e ricostruito la storia di quel rullino. Purtroppo non conosco chi ha fatto quelle fotografie e mi chiedo che strada abbia fatto quella pellicola per arrivare al mercatino di Roma.

 

 

 

Spesso guardo quei fotogrammi e rimango colpito, la fotografia è l’ unico strumento in grado di indagare a fondo nel mistero del tempo.

Oggi scatterò alcune foto e non svilupperò la mia pellicola.

 

 

 

 

Open Day Fotomatica, quando la passione ti trascina in camera oscura

Articolo di Davide “Canesciolto” Rossi      
backstage di Daniele Sandri, Nicola Bevilacqua, Luigi Masin      
riprese video: Nicola Bevilacqua, Luigi Masin       
montaggio video: Davide “Canesciolto” Rossi

Open Day Fotomatica, in molti si sono lasciati piacevolmente trascinare in camera oscura, tra appassionati e curiosi l’ afflusso è stato superiore alle aspettative.

L’ occasione era ghiotta, Branco Ottico ha presentato il nuovo kit di inversione per carte e pellicole, chiamato ROBA APPOSTA, un momento perfetto per confrontarsi, sfogare la propria curiosità e divertirsi.

 

 

L’ ottima organizzazione ha permesso di gestire in modo ottimale tutte le sessioni di ritratto previste, su prenotazione i diversi gruppi sono stati suddivisi tra sala posa e camera oscura.

La giornata non ha consentito pause, alcuni dei fortunati si sono potuti portare a casa il proprio ritratto in grandissimo formato, che hanno visto nascere e diventare un positivo, alla regia fotografica, Lina Bessonova e Davide Rossi.

 

 

Come al solito stile del Branco Ottico, le sessioni di ritratto sono state gestite come una sorta di teatro improvvisato, infatti i partecipanti si sono ritrovati a prendere parte attivamente alle fasi di scatto e sviluppo, il tutto non senza colpi di scena.

 

 

 

 

ROBA APPOSTA black and white reversal kit OFFICIAL PAGE

 

 

TOY CAMERA, non è un gioco

Articolo di Luigi Masin  

 

La semplicità disarmante con cui molti autori sono riusciti a creare vere e proprie opere fotografiche attraverso l’ utilizzo di fotocamere giocattolo, mi ha sempre attratto ed incuriosito.

Mi faccio sempre molte domande.

E cerco risposte!

 

Dove posso trovare tutte le risposte se non sperimentando con le stesse TOY CAMERA?

Ragionando sul fenomeno della Lomografia, termine che definisce un particolare approccio alla fotografia analogica e caratterizzato dall’impiego di una macchina fotografica a pellicola tradizionale 35 mm compatta, la LOMO, si potrebbe pensare che oramai non sia più soltanto un fenomeno di tendenza.

Avvolto dal romanticismo, mi sono procurato diverse Toy Camera e dando uno sguardo più da vicino a questi “oggetti plasticosi“, mi sono reso conto di non avere nulla in mano.
Inesistenti come struttura, due soli tempi di scatto 1/60 sec. e posa B, diaframma con sole o nuvole, lenti di plastica e messa a fuoco a stima.
Visti i risultati che si possono ottenere, raggiungo l’ importante traguardo mentale, che il mezzo fotografico non conta. O perlomeno non conta per un certo tipo di fotografia.

 

Parlando della Lomo devo dire che è una macchina fotografica completa, di produzione Russa degli anni Settanta poi ripresa da Lomography, ha diaframmi da F 2,8 a F 16 più la posizione automatica che si riferisce al tempo di scatto, messa a fuoco da 0,8 m all infinito, i tempi di scatto automatici in base ai diaframmi scelti.

Doppie o triple esposizioni, scelte di pellicole bianco nero o colore, scambi di sviluppo colore definiti CROSS PROCESSING per ottenere colorazioni particolari, poi ci sono le pellicole cinematografiche, le LOMO INSTANT.

Un mondo da scoprire in cui tuffarsi con curiosità e voglia di scoperta.

Ma chi l’ ha detto che è un gioco?

VENEZIA CON LA ZERO IMAGE CAMERA E PELLICOLA SUPER SCADUTA

 

 

e se vi piace l’ argomento potete cercare un buon libro

 

 

 

 

LIMES 120 camera, lens vs pinhole

Written by: Davide “canesciolto” Rossi    camera builder: Daniele Sandri 

 

Piatto del giorno: fotocamera casalinga con intercambiabilità ottica/foro stenopeico (pinhole)

ingredienti: dorso hasselblad, obiettivo industar 110mm f/ 4.5, lattina di tè

costo totale attrezzatura/materiali: € 115,00

livello di difficoltà: medio

 


Costruirsi fotocamere, rende la fotografia ancora più piacevole e divertente.

Il limite di ciò che si può fare è solo quello dettato dalla fantasia.


Daniele Sandri, del gruppo di sperimentazione fotografica Branco Ottico, deve avere un demone nella sua testa, che a qualsiasi ora del giorno e della notte lo induce a creare oggetti fotografici bellissimi e perfettamente funzionanti.

E’ comunque un’ esperienza molto formativa che chiunque può fare, servono solo curiosità, fantasia ed un briciolo di conoscenza della camera oscura.

 

Dish of the day: home made camera with interchangeability of lens / pinhole


ingredients:
hasselblad film back, industar lens 110mm f / 4.5, tea can

total cost of materials: € 115,00

difficulty level: medium

 

 

Building cameras makes photography even more enjoyable and fun.
The limit of what can be done is only that dictated by the imagination.


Daniele Sandri, of the Branco Ottico photographic experiment crew, must have a demon in his head, which at any time of day or night causes him to create beautiful and fully functional photographic objects.

However, it is a very formative experience that anyone can do, only need curiosity, imagination and a bit of knowledge of the darkroom.

 

 

La “LIMES 120” è una vera fotocamera costruita partendo da un dorso medio formato HASSELBLAD, che ha ben due possibilità di utilizzo, se usata con l’ obiettivo industar 110mm permette il controllo dell’ esposizione grazie alla possibilità di gestire tempi e diaframmi situati sull’ obiettivo stesso, oppure può lasciare più spazio all’ avventura e alla poesia se usata invece con il foro stenopeico.

Perchè?

Perché avendo due possibilità aumenta il divertimento.

 

 

The “LIMES 120” is a real camera built starting from a HASSELBLAD medium format back, which has two possibilities of use, if used with the 110mm industar lens allows the control of the exposure thanks to the possibility to manage times and diaphragms located on the objective itself, or it can leave more room for adventure and poetry if used instead with the pinhole.

Why?

Because having two possibilities increases the fun.

 

 

” Questa volta oltre ad usare un obiettivo per medio formato, volevo poterlo smontare rapidamente per inserire un foro stenopeico, insomma il dorso con la relativa camera incollata avrebbe dovuto poter ospitare due sistemi diversi.

Utilizzare il barattolo di tè per montarci l’obiettivo Industar alla giusta distanza in modo da poter mettere a fuoco correttamente non è stato facile, bastano 2 o 3 millimetri per sbagliare il fuoco!
Dopo un paio di rullini ho trovato le giuste misure, anche se non rispettano quelle indicate sull’obbiettivo sovietico, ritengo l’ esperimento riuscito.”

L’ estetica è importante e le rifiniture arricchite di accessori come un vecchio esposimetro Zeiss e un mirino preso da una Polaroid, rendono la fotocamera di un irresistibile stile steampunk/pop

 

 

LIMES 120 with lens

 

 

” This time in addition to using a medium format lens, I wanted to be able to quickly remove it to insert a pinhole, in short, the back with its glued camera should have been able to accommodate two different systems.

Using the can of tea to mount the Industar lens at the right distance so you can focus properly was not easy, it takes 2 or 3 millimeters to make a mistake!
After a couple of rolls I found the right measures, even if they do not respect those indicated on the Soviet lens, I think the experiment was successful.”

The aesthetics are important and the finishes enriched with accessories like an old Zeiss exposure meter and a viewfinder taken from a Polaroid, make the camera an irresistible steampunk / pop style.

 

 

Limes 120 pinhole

 

ARTICOLO PUBBLICATO SU

 

 

Ed è subito Fine Art

E' un workshop unico, dalla fotografia pensata alla stampa tra le mani, con due docenti come Lina Bessonova e Davide Rossi.

Gli sguardi si fanno intensi, la platea è carica e preparata, i 9 partecipanti sono partiti da Bolzano, Domodossola, Treviso, Ferrara, Vicenza.
Francesco ed Antonio si sono alzati alle 2:30 di notte per arrivare in orario a Polesella, questa è passione vera!

I minuti sono contati, ma abbiamo sempre tempo per sorridere o tagliare uno speck brindando con un vino d' autore, oramai è amore.

Read more

Sperimentare con la fotografia, BrancoType 2018

Durante queste tre giornate del BrancoType Festival, immersi in un contesto paesaggistico e architettonico magico e accogliente, si sono incontrati bambini, adulti, inesperti e professionisti allo stesso livello, senza limiti di età o ambizioni di sorta, ma con una grandissima voglia di conoscersi, ascoltarsi, confrontarsi, mettere mano alla fotografia

Read more

Between rock music and darkroom: Lina Bessonova

Written by: Davide “canesciolto” Rossi   

 

 

Ho conosciuto Lina Bessonova al BrancoType, il Festival della Fotografia Sperimentale che organizziamo come Branco Ottico, un parco giochi della fotografia con mostre, workshops, esperimenti liberi.

L’ ho invitata per esporre una sua mostra perché mi aveva colpito molto quanto lei rappresentasse a pieno il significato del termine “contrasto”.

Nella personalità, nello stile di vita e nella passione.

Passione per una fotografia fatta di fotocamere analogiche fino al grande formato, per la camera oscura e la tradizione, per le antiche conoscenze e le nuove idee.

I met Lina Bessonova at BrancoType, the Festival of Experimental Photography organized by Branco Ottico, a darkroom playground with exhibitions, workshops and free experiments.

I invited Lina to exhibit her work because it struck me how much she represented the meaning of the word “contrast” in personality, lifestyle and passion.

Passion for images made with analog cameras up to large format, for the darkroom and tradition, for the old knowledge and new ideas.

 

Tra le sue attrezzature ha due rari ingranditori per la stampa che arrivano al formato negativo 30x40cm, dei quali non riesce nemmeno a muovere il portanegativi.

La sua fotografia mi ha colpito per i contenuti essenziali espressi in concetti chiari e diretti, le stampe da lei realizzate sono un notevole valore aggiunto.

La prima volta che l’ ho vista si è presentata con un cagnolino dentro la borsa, Isabella.

Una giramondo con diverse lauree, tra cui un master in FINE ARTS Photography ottenuto nel 2017.

Lina Bessonova si racconta nella nostra intervista, sei minuti che trascorrono velocemente scanditi da un gran bel ritmo 🙂

 

Among her equipment are two rare enlargers able to project negatives up to 30x40cm, with almost immovably heavy film holders.

Lina’s photography impressed me with the essential contents expressed in clear and direct concepts; her darkroom prints are a remarkable added value.

The first time I saw her, she appeared with a little dog in a bag, named Isabella.

Lina is a globetrotter with several degrees, including a Masters in Fine Arts in Photography earned in 2017.

Lina Bessonova tells everything in our interview that lasts six minutes, quickly going by with an uplifting beat 🙂

 

 

 

 

Ursula and her Ultra Large Format photography

Video: Davide “Canesciolto” Rossi |  Written by: Annick Emdin

Mia madre è movimento puro, argento vivo, mercurio.

Sta dall’altra parte dell’immagine, quella dell’obiettivo. Danza intorno alla realtà per catturarla in una fotografia, in effetti, scrittura della luce.

Verso la luce, mi dice.

E io mi giro, osservo intorno a me un mondo sfuocato. Ora non muoverti. Non respirare.

My mother is pure movement, bright silver, mercury.

It is on the other side of the image, that of the lens. Dance around reality to capture it in a photograph, in fact, writing light.

To the light and talking to me.

I turn around, I observe a blurred world around me. Now do not move. Do not breath.

 

Con queste macchine antiche a soffietto bisogna stare fermissimi, perché percepiscono ogni variazione.

Bisogna stare attenti a non battere le palpebre, a non muovere neanche gli occhi, lasciare che l’apparecchio catturi qualcosa che non è visibile a occhio nudo, in questa realtà che si muove.

Lei, che mi ha messo al mondo, mette al mondo adesso la mia immagine, mi sembra di essere diversa in ogni fotografia, rinata, come se fosse stata messa al mondo un’altra me, o fatta prigioniera una frazionaria, infinitesimale versione di me, che era in quel momento e mai più sarà.

Mia madre fa apparire dal nulla in salotto un intero studio fotografico, e le strumentazioni sono così imponenti che non rimane spazio per spostarle.

Ho visto farle apparire lo stesso studio fotografico sull’argine di un fiume e in campagna e in giardino.

Gli artisti differiscono in questo dai comuni mortali, quello che immaginano, lo fanno, lo rendono reale e poi oltre che reale, visibile.

Il tempo rende omaggio all’artista: quella che oggi è solo una tra le mille fotografie di una persona, forse domani sarà l’unica testimonianza dell’esistenza d’una persona tra altre mille, persone andate in polvere senza che nemmeno la loro ombra, la loro luce rimanga.

Così mi sembra che lei mi perpetui, che dopo avermi reso carne, mi fotografi, scriva le mie luci e le mie ombre, per consegnarle in eterno al mondo.

E io poso, mi consegno senza un battito di palpebre, un respiro, mi consegno, come una statua all’eternità.

With these antique bellows machines you have to stay very still, because they perceive every variation.

We must be careful not to blink, not even move the eyes, let the device capture something that is not visible to the naked eye, in this reality that moves.

You, who put me in the world, now brings my image to the world, I seem to be different in every photograph, reborn, as if another me were born, or taken prisoner a fractional, infinitesimal version of me , which was at that time and never will be again.

My mother makes an entire photographic studio appear out of nowhere in the living room, and the instruments are so impressive that there is no room to move them.

 

I saw the same photo studio appear on the embankment of a river and in the countryside and in the garden.

Artists differ in this from ordinary mortals, what they imagine, they do, make it real and then beyond real, visible.

Time pays tribute to the artist: what today is only one of a thousand photographs of a person, maybe tomorrow will be the only evidence of the existence of a person among thousands of others, people gone to dust without even their shadow , their light remains.

So it seems to me that you perpetuate me, that after making me flesh, photograph me, write my lights and my shadows, to deliver eternally to the world.

And I can, I deliver without a blink of an eyelid, a breath, I deliver, like a statue to eternity.

 

Mia madre ha iniziato disegnando, poi ha infuso il movimento nell’immagine fissa, con l’animazione, infine è approdata alla fotografia, rendere fisso un istante nel tempo, eterna un’immagine effimera.

La realtà è un abisso dondolante, vorticoso, la fotografia uno dei modi in cui cerchiamo di fermarla, per comprenderla o per ammirarla.

Così una lastra o una foto restituiscono momenti perduti, sguardi che non sapevamo di avere, seduzioni antiche di persone adesso diverse, o fatte cenere, amicizie rotte, amori disgregati, guerre ormai perse o vinte.

Cosa ne rimane se non le immagini?

Quando ci arrabbiamo con qualcuno, spesso, ne distruggiamo le fotografie, per distruggerne la memoria e quando siamo nostalgici, guardiamo le fotografie perché l’immagine non mente, rimane a memento di ciò che è stato, di ciò che è andato perduto.

 

My mother started drawing, then infused the movement in the fixed image, with the animation, finally she came to photography, making a moment in time fixed, an ephemeral image eternal.

Reality is a whirling, whirling abyss, photography is one of the ways we try to stop it, to understand it or to admire it.

So a plate or a photo return lost moments, looks that we did not know we had, ancient seductions of people now different, or made ashes, broken friendships, disrupted love, wars now lost or vanquished.

What remains if not the images?

When we get angry with someone, we often destroy the photographs, to destroy their memory and when we are nostalgic, we look at the photographs because the image does not lie, it remains at the point of what has been, of what has been lost.

E l’analogico, ancor più del digitale, ha questa funzione, dalla carta ci guardano le immagini del passato, fosse anche l’istante prima della stampa.

Se le distruggiamo, le distruggiamo fisicamente, le spezzettiamo in coriandoli, le bruciamo, diventano cenere.

L’analogico non corregge automaticamente, ecco, ha catturato il respiro, il battito di palpebre, un leggero movimento involontario. Forse è questa la sua bellezza. Non è perfetto. Ci restituisce tutta la caoticità della realtà, l’errore, il fluire, ciò che ci rende umani.

 

And the analog, even more so than digital, has this function, from the paper we look at the images of the past, even if it were the instant before the print.

If we destroy them, we physically destroy them, we break them into confetti, we burn them, they become ashes.

The analog does not automatically correct, here, it has caught the breath, the blink of the eyelids, a slight involuntary movement. Perhaps this is her beauty. It’s not perfect. It gives us back all the chaos of reality, the error, the flow, what makes us human.