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Quando i fotografi erano ricchi

Introduzione e intervista: Davide Rossi |  Fotografie: Maikel Bononi | Supervisione: Federica D’Ulisse

 

Qualsiasi lavoro si faceva col sorriso e le idee venivano fuori sorridendo

Sergio Maraboli, classe 1945, ci racconta svariati episodi estratti da oltre quarant’ anni di carriera professionale nel mondo della fotografia pubblicitaria.

Professionista dal 1974, oggi lavora ancora come collaboratore nello studio delle sue ex assistenti.

Di cose da dire e insegnare ne ha veramente tante il buon Sergio, le sue storie sono intrise di emozioni di un’epoca in cui il mestiere del fotografo, era circondato da un’ alone di rispetto per la propria figura professionale.
Le idee creative facevano la differenza ed il valore economico delle prestazioni non aveva prezzo.

Negli anni ottanta sei foto potevano costare sei milioni di lire, un servizio fotografico di un lavoro creativo con la vendita dei diritti sulle immagini, poteva valere una Range Rover nuova di zecca.

 

Il lavoro era tale da poter scegliere quello che si preferiva, si poteva viaggiare giorni all’estero per qualche scatto soltanto, ci si compravano attrezzature mostruose con i soldi nelle tasche…

Certo che nulla era regalato, solo che creatività e capacità venivano ampiamente riconosciute, anche perché potevano far decollare brand e prodotti in breve tempo.

I fotografi erano pochi e preparatissimi.

 

Alcune fotografie di Sergio Maraboli

Come è stata fatta?

 

Ma niente nostalgie, le cose sono cambiate e si va avanti inseguendo i mutamenti in tutte le professioni, una cosa non è più la stessa ci dice Sergio, il modo leggero e divertente con cui si affrontava il lavoro, lo scambio diretto e piacevole tra soggetti e professionisti, la spinta emotiva nel creare sempre nuove idee da proporre al cliente, non c’erano budget, si faceva quello che c’era da fare.

Ecco una buona storia raccontata direttamente dalla voce del protagonista, il quale ci spiega anche come si facevano le elaborazioni delle immagini prima dell’arrivo di photoshop.

 

Ascolta l’intervista:

 

 

 

 

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