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Messico a 100 iso

Articolo e fotografie di Silvio Spillo Gianesella

 

Ho preso il biglietto di sola andata, mi sono voltato per salire sull’aereo e non ho più guardato indietro.

Questa è la vita, si decide e si va.


Adesso vivo e lavoro in Messico come fotografo freelance in una spiaggia caraibica tra le più belle del Mondo e non è poco.

Il turismo e i matrimoni, molto frequenti, sono il mio pane quotidiano, ma oggi ho deciso di fotografare solo per me.

 

 

Sto scrivendo sulle note di una playlist rigorosamente metal, la distanza dagli amici di una vita si fa sentire, ogni medaglia ha il suo rovescio.

Mi mancano tutti, in particolare gli amici del Branco Ottico, che stanno aspettando questo articolo da molto tempo e magari credono che mandi loro delle immagini di fottute cartoline a colori, con versi poetici ispirati da un sottofondo in riva al mare.

Invece sono qui in casa accanto al mio splendido ingranditore Omega 4×5″ acquistato dopo infinite ricerche, dove vivo si impiegano mesi solo per reperire delle chimiche fotografiche e quel che è peggio è che non si trova in alcun modo un Rodinal (lo storico sviluppo pellicola BN).

Queste fotografie sono state una conquista, dallo scatto alla stampa, passando per lo sviluppo della pellicola.

 

 

Come vedo io il Messico?

In bianco e nero e attraverso il Sistema Zonale di Ansel Adams, qui ti esce sempre la stessa esposizione, 1/125 a f16, iso 100.
Non è tutto spiagge e sole come si potrebbe pensare, ci sono paesaggi difficili da fotografare, spesso piatti e ripetitivi, senza colpi di scena, palazzi bassi che non si correggono facilmente con una decentrata del banco ottico.

Le persone non si lasciano fotografare, questo è un territorio di guerra per un fotografo, ma nel Branco Ottico le difficoltà diventano stimoli.

Ecco le mie foto, niente colori, tanto carattere.

 

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