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Single 8 film positive reversal

Written by: Davide “canesciolto” Rossi       Cine film department: Luigi Petrin      Assistant Camera: Donato “Don” Rizzo 

 

Il ticchettio della pellicola che scorre.

La luce calda che proietta fotografie a 24 fps.

La storia del cinema è legata alle attrezzature ed agli strumenti che fanno il cinema stesso, come la macchina da presa cinematografica ed il proiettore.

Fin dalla sua nascita nel 1895, lo spettacolo del cinema, riscosse talmente interesse da provocare una vera e propria rivoluzione culturale e tecnologica, i produttori di attrezzature e pellicole favorirono l’ era del cinema amatoriale proponendo formati sempre più compatti.

The ticking of the flowing film.

The warm light that projects photos at 24 fps.

The history of cinema is linked to the equipment and tools that make up cinema, such as the movie camera and the projector.

Since its inception in 1895, the cinema show has attracted so much interest as to provoke a real cultural and technological revolution, the producers of equipment and films favored the era of amateur cinema by offering increasingly compact formats.

 

Nel 1927 Warner Bros introdusse il primo film con il sonoro, mentre nel 1932 Kodak introdusse il formato amatoriale 2x8mm, derivato dalla già esistente pellicola 16mm, il quale permise a molti di avvicinarsi all’ hobby del cinema.

Nel 1965 Kodak inventò un nuovo sistema che facilitava il caricamento delle cineprese, la cartuccia Super8.

Da allora fu un susseguirsi di miglioramenti, di introduzione di nuovi accorgimenti meccanici ed ottici, di nuovi formati come l’eccellente concorrente giapponese del Super8, il Single-8, a cura di Fuji Photo Film, apparso in contemporanea all’americano Super8 e il doppioSuper8 ancora oggi in produzione.

In 1927 Warner Bros introduced the first film with sound, while in 1932 Kodak introduced the 2x8mm amateur format, derived from the already existing 16mm film, which allowed many to approach the hobby of cinema.

In 1965 Kodak invented a new system that made camera loading easier, the Super8 cartridge.

Since then it has been a succession of improvements, of the introduction of new mechanical and optical devices, of new formats such as the excellent Japanese competitor of the Super8, the Single-8, edited by Fuji Photo Film, which appeared at the same time as the American Super8 and the doubleSuper8 still in production today.

 

La curiosità mi ha portato ad incontrare Luigi Petrin, esperto appassionato di cineprese, proiettori e di tutto ciò che gravita intorno al cinema amatoriale.

Ci siamo spostati a Chioggia per girare qualche cartuccia SINGLE-8mm caricata con la Fomapan R-100, ricavata dal doppioSuper8, che abbiamo poi subito sviluppato con una inversione chimica in modo da ottenere il film da proiettare su schermo.

Dopo aver visionato e montato il materiale esattamente come si faceva in passato, ci siamo goduti la piacevole proiezione, la quale mi ha mostrato qualcosa che non mi aspettavo di vedere.

Quel mondo va riscoperto!

“ La pellicola, ancora oggi, offre una tavolozza visuale più ricca di quella dell’Hd “

Martin Scorsese

Curiosity led me to meet Luigi Petrin, an expert passionate about cameras, projectors and everything that revolves around amateur cinema.

We moved to Chioggia to shoot some SINGLE-8mm cartridges loaded with the Fomapan R-100, obtained from the doubleSuper8, which we then immediately developed with a chemical inversion in order to obtain the film to be projected on the screen.

After viewing and editing the material exactly as it did in the past, we enjoyed the pleasant projection, which showed me something I didn’t expect to see.

That world must be rediscovered!

“The film, even today, offers a richer visual palette than that of HD”

Martin Scorsese

 

 

How to make paper negative

Written by: Davide “canesciolto” Rossi    

 

Avete dei files che vorreste stampare in qualche modo particolare, ma i metodi commerciali vi vanno stretti perché sono sempre quelli e uguali per tutti?

Magari avete quello scatto fatto con lo smartphone, in cui avete fermato un istante bellissimo, magari volete fare un regalo, oppure siete semplicemente curiosi di provare qualcosa di nuovo e semplice sul processo di stampa?

In questo esperimento vi mostreremo come creare un negativo fatto di carta per fotocopie, stampata con la stampante inkjet che avete in casa.

Do you have any files that you would like to print in some particular way, but the commercial digital print does not satisfy you because it is trivial and the same for everyone?

Maybe you have that shot made with your smartphone in which you stopped a beautiful moment, maybe you want to make a gift or are you simply curious to try something new and simple on the printing process?

In this experiment we will show you how to create a negative made of photocopy paper, printed with the inkjet printer you have at home.

 

 

La facilità di procedura è un invito per tutti a provare, ma è solo un passo iniziale, perché poi il negativo servirà a creare stampe a contatto con tecniche come la cianotipia, la carta salata, la stampa bruna, metodi di stampa affascinati, che si usavano tra il 1840 e il 1870.

Ma vedremo nel video, come la tecnica spiegata sia anche utile per realizzare direttamente delle stampe finali caratterizzate da una scelta particolare di cartoncini colorati o pregiati.

Certamente il risultato ottenuto con questa tecnica non ha doti particolari di ricchezza di dettagli o risolvenza, anzi, diciamo che in questo caso il lato della precisione tecnica non ci interessa proprio.

 

The ease of procedure is an invitation for everyone to try, but it is only an initial step, because the negative will serve you to create prints with techniques such as cyanotype, salted paper, brown print, fascinating printing methods, which were used between 1840 and 1870.

But we will see in the video how the technique explained is also useful for directly making the final prints characterized by a particular choice of colored or precious Fine Art paper.

Certainly the result obtained with this technique does not have particular qualities of  of details or resolution, indeed, we say that in this case the technical precision part does not really interest us.

 

 

 

Sperimentare e giocare “senza porsi limiti di sorta o di casta” è indubbiamente tra le cose più coinvolgenti della fotografia, questo per chi ha la capacità di mettersi in gioco sempre.

Buona visione e buon esperimento da Michele Farinelly e Davide “Canesciolto” Rossi

 

Experimenting and playing without setting limits is undoubtedly among the most engaging things in photography, this for those who have the ability to always get involved.

We wish you a good photographic experimentation

Michele Farinelly and Davide “Canesciolto” Rossi

 

 

 

 

 

 

BERTHA, first one square meter photo shoot

Written by: Davide “canesciolto” Rossi    
Focus technician: Silvio “Spillo” Gianesella 
Photography Backstage: Marco Crivellaro
Video Backstage: Marco Oppici

 

Questa carta fotografica è rimasta ad aspettarci per quasi quaranta’ anni, un rotolo di ben cinquanta metri marchiato ULTRA N314, pronto a prendere vita attraverso la luce.

L’ abbiamo sperimentata durante il primo test per lo scatto fotografico di oltre un metro quadrato, con la nostra gigantesca fotocamera Bertha.

This photographic paper has been waiting for us for almost forty years, a roll of fifty meters marked ULTRA N314, ready to come to life through light.

We experimented with it during first test for the photographic shot of over a square meter, with our gigantic camera Bertha.

 

 

Con questa avventura ci siamo resi conto di quanto sia difficile gestire anche solo la messa a fuoco durante le operazioni di scatto, una fotografia di queste dimensioni complica anche le fasi del processo chimico, per cui servono spazio, delicatezza e pazienza.

Il semplice caricamento del dorso porta pellicola, molto pesante perché la struttura deve garantirne la stabilità, rischia di far muovere il telaio della fotocamera con la conseguenza della perdita del punto di messa a fuoco, rischio molto elevato nonostante le dimensioni ed il peso di BERTHA, la quale ha un’ estensione del soffietto di quasi quattro metri.

Prima di tutto è stato necessario preparare il soggetto e scattare la fotografia in open flash, questo perché il nostro obiettivo 1000mm f 6.3 non ha otturatore e la carta fotografica richiede molta luce per la sua bassissima sensibilità.

 

With this adventure we realized how difficult it is to manage the focus during shooting, a photograph of this size also complicates the phases of the chemical process, space, delicacy and patience are needed.

The simple loading of the film holder back, very heavy because the structure must guarantee its stability, risks making the camera move with the consequence of the shifting of the focusing point, a very high risk despite the size and weight of BERTHA, which it has a bellows extension of almost four meters.

First of all it was necessary to prepare the subject and take the photograph in open flash, this is because our 1000mm f 6.3 lens has no shutter and the photographic paper requires a lot of light due to its very low sensitivity.

 

 

 

Abbiamo testato la carta fotografica diretta per controllare la sensibilità ed eseguito lo scatto con due generatori flash con una potenza totale di 4000 w/s, l’ inversione diretta con il nostro kit Roba Apposta ci ha lasciati senza parole.

Con questo progetto intendiamo realizzare ritratti in formato gigantesco, creando eventi dal vivo e mostre istantanee grazie alla possibilità di sviluppare subito le fotografie, condividendo l’ esperienza con le persone che parteciperanno.

 

We tested the direct photographic paper to check the sensitivity and shot with two flash generators with a total power of 4000 w / s, the direct inversion with our Roba Apposta kit left us speechless.

With this project we will take photographs of portraits in gigantic format, creating live events and instant exhibitions for the possibility of immediately developing the photographs, in this way we will be able to share the experience with the people who will participate.

 

 

 

 

 

 

Its name is BERTHA and it will be the protagonist of the largest slide ever made

Written by: Davide “canesciolto” Rossi    
Backstage & Video: Davide “canesciolto” Rossi   

 

 

Si chiama Bertha, è una gigantesca fotocamera costruita per il desiderio di scoprire cosa la fotografia può rivelare oltre certi limiti.

Dal primo momento in cui ho iniziato a sperimentare ho intuito che ci sono ancora molte strade da percorrere, passato e presente si possono fondere, così come vecchie e nuove tecnologie, le conoscenze storiche possono trovare nuove interpretazioni contemporanee.

Questa fotocamera, che ha un’ area sensibile di metri 1,10×1,10, un tiraggio del soffietto di circa 4 metri e un obiettivo da 1000mm f6.3, è in grado di realizzare delle fotografie di ritratto in modalità macro.

It’s called Bertha, it’s a gigantic camera built out of a desire to find out what photography can reveal beyond certain limits.

From the first moment I started experimenting I sensed that there are still many ways to go, past and present can merge, just as old and new technologies, historical knowledge can find new contemporary interpretations.

This camera, which has a sensitive area of 1.10×1.10 meters, a bellows draft of about 4 meters and a 1000mm f6.3 lens, is capable of taking portrait photographs in macro mode.

 

 

Infatti alla massima estensione del soffietto, il rapporto di ingrandimento raggiunge il 3:1, cioè i soggetti possono essere fotografati con una dimensione finale fino a tre volte maggiore di quella reale, ho studiato questa misura per ottenere un primo piano che potesse riempire bene un’ area sensibile di oltre un metro quadrato.

I primi test si sono rivelati una sorpresa, ho scoperto che al massimo tiraggio del soffietto, la profondità di campo a diaframma completamente chiuso è di circa 4cm, una vera sfida riuscire a gestire uno scatto fotografico di questo tipo.

Bertha è stata progettata e costruita quasi completamente dal Branco Ottico, fatta eccezione della parte relativa al vetro smerigliato e portapellicola, per i quali ci siamo affidati ad un professionista dei serramenti in alluminio.

 

In fact, at the maximum extension of the bellows, the magnification ratio reaches 3: 1, that is the subjects can be photographed with a final size up to three times greater than the real one, I studied this measure to obtain a close-up that could fill a well sensitive area of over one square meter.

The first tests turned out to be a surprise, I discovered that at the maximum draft of the bellows, the depth of field with a fully closed diaphragm is about 4 cm, a real challenge to manage a photo shoot of this type.

Bertha was designed and built almost entirely by the BRANCO OTTICO crew, with the exception of the part relating to the ground glass and film holder, for which we relied on a professional in aluminum frames.

 

 

 

Tutto il telaio che sostiene la grande fotocamera è modulabile e completamente di metallo pesante per sostenere i movimenti senza perdere stabilità, è stato progettato da Donato Rizzo, esperto in lavorazioni meccaniche del Branco Ottico.

L’ idea principale è di utilizzare la gigantesca fotocamera per realizzare opere uniche con il processo chimico da noi messo a punto, il kit di inversione ROBA APPOSTA, che è in grado di invertire in positivo tutte le carte fotografiche e pellicole bianco e nero.

Per gli scatti utilizzeremo sia carta fotografica che pellicola in rotoli di larghezza 1m, siamo attrezzati di una camera oscura mobile che usiamo anche per ritratti in esterno, performance live e manifestazioni fotografiche.

 

The whole frame supporting the large camera is modular and completely made of heavy metal to support movements without losing stability, was designed by Donato Rizzo, expert in mechanical processing of the Branco Ottico crew.

The main idea is to use the gigantic camera to create unique works with the chemical process we have developed, the ROBA APPOSTA inversion kit, which is able to positively reverse all photographic papers and black and white films.

For the shots we will use both photographic paper and film in rolls of 1m width, we are equipped with a mobile darkroom that we also use for outdoor portraits, live performances and photographic events.

 

 

I primi test sono previsti nei prossimi giorni e li eseguiremo con un dorso riduzione di 50x60cm.

Programmeremo lo scatto fotografico in diapositiva da oltre un metro quadrato per i primi mesi del 2020, poi faremo un tour per ritrarre soggetti “on the road” su carta fotografica diretta e camera oscura mobile.

 

The first tests are scheduled for the next few days and we will perform them with a 50x60cm back reduction.

We will program the photographic shot on a slide of over one square meter for the first months of 2020, then we will take a tour to portray subjects “on the road” on direct photographic paper and mobile darkroom.

 

 

 

 

 

 

 

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Immersed in CIBACHROME by Heino Heimann

Written by: Davide “canesciolto” Rossi    
Photo and video: Davide “Canesciolto” Rossi, Silvio “Spillo” Gianesella, Nicola “Frizz” Bevilacqua     
Video editimg: Davide “canesciolto” Rossi   

 

 

Il messaggio dell’ amico Spillo non lasciava dubbi, aveva preso contatto con uno dei più interessanti artisti della scena fotografica sperimentale, Heino Heimann.

Capii che l’ occasione era unica e non persi tempo a prenotare una notte a Zurigo per avere il privilegio di visitare il laboratorio personale di Heino e fargli un’ intervista.

Egli ha scelto una materia particolare per esprimersi nel proprio percorso fotografico, il Cibachrome.

Everything started with Spillo’s friend and the message he got was clear, he managed to contact one of the most interesting and fascinating artist of experimental photography in the contemporary scene, Heino Heimann.

I immediately thought it was going to be once in a lifetime opportunity. So, without thinking about it twice, I booked a hotel for Zurigo, we would have the privilege to interview Heino Heimann and to visit his laboratory.

During his life as an artist, Heino decided to use a very rare and particular way to express himself as a photographer, in fact he is one of only people left to use Cibachrome.

 

Uscito di produzione nell’ anno 2011 perché la domanda era notevolmente diminuita, il Cibachrome fu elaborato dall’ azienda CIBA in collaborazione con Ilford negli anni ’60, Ilford ne acquisì poi tutti i diritti nel 1990 continuando la produzione con il nome di Ilfochrome Classic.

E’ un particolare processo di stampa positiva colore in cui, a differenza dei materiali tradizionali dove i coloranti si formano durante lo sviluppo cromogeno, i colori sono già presenti negli strati di emulsione d’ argento che costituiscono il supporto.
I punti degli strati che sono stati esposti alla luce, vengono poi eliminati per distruzione nelle fasi del procedimento, i coloranti rimasti formano per sintesi sottrattiva, un’immagine positiva a colori.

Nessun sistema di stampa è paragonabile al Cibachrome, in quanto a brillantezza, purezza cromatica, stabilità nel tempo, durata, tridimensionalità.

 

Discontinued since 2011, because the request was considerably diminished, Cibachrome has been elaborated by the CIBA, which was working along with Ilford in the ’60s. In the end, Ilford got all the credits and since 1990 kept producing with a new name, Ilfochrome Classic.

It is a very particular printing process, instead of the traditional materials where the colors are created during the chromogen development, here the colors are already on the silver layers that are the final support. Each part of the different layers that has been exposed to the light, is afterwords erased during the whole process. The remaining dyes create, thanks to the subtraction of colors, a positive color image.

Of all the existing printing systems, none is comparable to the Cibachrome, in terms of brilliance, color purity, stability over time, durability, three-dimensionality.

 

 

Siamo partiti da Bergamo come dei banditi in fuga, nei pressi di Zurigo abbiamo iniziato una fase di agitazione con intensità crescente, ci attendeva il mistero.

In una bellissima zona sul lago ci incontriamo con Heino salutandoci come si fa tra vecchi amici, lui ci invita a seguirlo ad una esposizione personale.
Iniziamo così, senza preliminari, un viaggio dentro fotografie cibachrome da 127x127cm con soggetti che vanno dai fiori ai lingotti d’ oro, siamo ipnotizzati, le immagini sono cariche, reali, sembra di poter toccare ciò che sta al loro interno, quei colori sono un tumulto di emozioni, scuotono l’ anima.

E’ il momento tanto atteso di curiosare nel laboratorio, scendiamo nei sotterranei di una struttura di cemento, una ex fabbrica adibita a varie attività, camminiamo lungo alti corridoi avvolti da luci misteriose, è come entrare nell’ area 51.

We left from Bergamo like fugitives, and as we got closer and closer to Zurigo we started to feel nervous without knowing what we were going to find.

In a beautiful area on the lake we met with Heino greeting us like old friends, he invites us to follow in a personal exhibition.
We started our journey through the Cibachrome world, we saw all kind of pictures with subjects going from beautiful landscapes, to flowers, to gold bars, all printed in 127×127 cm. We couldn’t believe our eyes. All the pictures were incredibly stunning, the colors, the lights, the depth of each landscape and subject, it almost looked like you could touch everything that has been captured by the camera, that you could step inside the picture and start walking around. It was overwhelming how real and perfect those images looked.

It’s the long-awaited time to snoop around the lab, so we walked down the stairs of a dismissed building used now for commercials purposes, walking through tall hallway surrounded by mysterious lights in this place that looked like Area 51.

 

 

Heino Heimann, fotografo enigmatico, ha costruito nel suo studio una gigantesca fotocamera abitabile della misura di 2,7×2,7metri, con essa insieme ad una batteria di luci flash dalla potenza incalcolabile, 40.000 W/s solo sulla parte della fotocamera dove alloggia l’ obiettivo, riesce a fotografare soggetti in grandezza naturale o addirittura aumentando le dimensioni reali grazie al sistema di movimenti interni della struttura.

I lavori che ammiriamo sono tutti eseguiti in cibachrome diretto, in pratica la carta viene caricata all’ interno della fotocamera abitabile completamente al buio, poi il soggetto posizionato esternamente, riceve la quantità di luce calcolata per una sensibilità intorno a 2 iso, infine la carta esposta viene sviluppata nella gigantesca sviluppatrice per rivelare la magia.

Osserviamo i suoi lavori rendendoci conto che siamo fortunati a poterli ammirare dal vivo!

Questa ricerca artistica ha richiesto anni di impegno su cui Heino ha investito, un lavoro importante che richiede il mantenimento di una sviluppatrice extra large espressamente creata per il processo Cibachrome, la costruzione di una fotocamera abitabile con un obiettivo NIKON APO 1780mm più unico che raro, avente un cerchio immagine di ben 2,3 metri, l’ acquisto di chimiche e carta per alcuni anni a venire.

 

Heino Heimann is for sure a very particular and enigmatic artist, one of a kind I would say. One of his most famous creations is the “walk-in” camera, where you can literally stand inside since it is 2,7×2,7 meters, along with flash lights of an unmeasurable power, about 40.000 W/s just where the lens is. With that kind of power you can capture actual-size subjects, or even enlarge them thanks to different equipment the camera has.

We are staring at all the beautiful pictures captured with the direct Cibachrome, where basically the paper is placed inside the “walk-in” camera, completely in the darkness. Afterwise the subject is placed outside, where it can get enough light for the 2 iso paper sensitivity to capture the image and to develope it, revealing all its magic.

As we keep walking in the lab, Heino is showing us all his work, we feel ourselves incredibly lucky and grateful for this opportunity.

This artistic research has required years of commitment on which Heino has invested, an important work that requires the maintenance of an extra large paper processor expressly created for the Cibachrome process, the construction of a “walk-in” camera with a rare NIKON APO 1780mm lens, having an maximum coverage circle of 2.3 meters, the purchase of chemicals and paper for some years to come.

 

 

 

Nel tentare di visualizzare l’ ultima idea di Heino, ci troviamo ancora una volta spiazzati, i suoi attuali soggetti sono delle bobine di Tesla, la quale energia viene trasferita sulla carta fotografica dando vita a segnali di luce che sembrano vivi.

Non ci rimane molto tempo per l’ intervista, dobbiamo stringere i tempi, siamo completamente assorbiti dall’ imponenza dei concetti affrontati a livello di sperimentazione personale, concludiamo con una birra di fronte al lago e ad un kit di ROBA APPOSTA, la nostra chimica per l’ inversione in positivo per carte e pellicole bianco e nero.
Siamo stuzzicati dall’ idea di rimettere in produzione il Cibachrome, Heino ci dice che è impossibile, ma ci sarà una via?

Noi intanto ci pensiamo guardando il video.

 

While trying to visualize one of the latest Heino’s idea, we find ourselves speechless one more time. His current subjects are a the Tesla Coils, that can transfer energy directly on the paper, creating incredible shapes of light that look real.

At this point we don’t have much time left for the intreview, after all what we’ve seen and learnt we feel once again overwhelmed by Heino’s ideas, work and projects about sperimental photography. We decide to end our journey with a beer in front of the beutiful Lake that welcomed us when we arrived in Zurigo, and of course with our ROBA APPOSTA kit, our black and white reversal kit for film and paper.

As we talk and relax after this incredible afternoon spent with Heino, we wonder if it would be that crazy to start producing again the Cibachrome. Heino says it is impossible, but who knows?

In the meantime, we’ll think about it while watching the video.

 

 

 

 

 

 

 

ROBA APPOSTA tour in Sicilia

Articolo di Davide “Canesciolto” Rossi      
fotografie di Nicola Bevilacqua

 

Roba Apposta tour, un passo importante perché abbiamo voluto portare il nostro modo di interpretare la fotografia a contatto diretto con la gente della Sicilia, in un programma particolarmente carico.

 

 

Questa terra ti coglie di sorpresa, con i suoi profumi, i sapori, i contrasti, ho imparato a mio rischio e pericolo che a Catania si chiama Arancino e invece a Palermo Arancina, mi ero proposto di controllarmi con il cibo, per fortuna che poi non è andata così…

giovedì 9 maggio arancino, diavola e gelato al pistacchio

arrivo a Catania, accolti dalla splendida ospitalità di Sebastiano & Co, ci dirigiamo subito alla festa di Sant’ Alfio a Lentini, un momento di straordinaria   partecipazione popolare, ci attende una bellissima serata di ritratti e conosciamo il gruppo di sperimentazione fotografica IKOS PHOTO durante una mostra sulla cianotipia.

venerdì 10 maggio granita alla mandorla e brioches

abbiamo appuntamento con i ragazzi dell’ Accademia di Belle Arti di Catania, un incontro esaltante, sono molto colpito dalla loro curiosità e voglia di imparare, la nostra passione li coinvolge e ci seguono oltre l’ orario di scuola

venerdì 10 maggio in serata, arancini e birre in quantità

presentiamo nello studio dell’ associazione SPOT22, la nostra chimica di inversione per carte e pellicole ROBA APPOSTA, realizziamo ritratti su carta fotografica e su pellicole X Ray

 

sabato 11 maggio arancine al ragù

è la volta di prendere il treno per Palermo, ci aspetta un workshop unico organizzato con gli amici di Palermofoto, si tratta di scattare fotografie su carta fotografica diretta e invertirle in positivo con il kit Roba Apposta, tutto con fotocamere grande formato messe gentilmente a disposizione da MCR Cameras di Mimmo Cangemi.

La cosa veramente interessante è che ci sposteremo per la città sfidando le nostre forze e il traffico cittadino

 

 

domenica 12 maggio, da Gigi panino con porchetta e vino locale

si parte con dei test per stabilire la corretta sensibilità della carta fotografica Ilford Multigrade RC da usare con luce naturale, siamo a 3 iso.

Si scende nel traffico cittadino tra divertimento e adrenalina, poi si corre in camera oscura per vedere i risultati dei pezzi unici, alcune immagini sono davvero notevoli.

C’ è tempo per un altro giro di foto, in conclusione si sfoggia la camera 11×14″ per qualche ritratto nello studio di palermofoto

 

 

lunedì 13 maggio, panino con la milza da Rocky

a spasso per la città come i turisti, poche foto, tanti passi, circa 22.000, è il momento di un gelato epico, pistacchio, zuppa inglese, cassata

martedì 14 maggio, tagliata di tonno alla griglia e spiedini siciliani (da sudorazione fredda)

è il giorno in cui fotografiamo per noi, si srotolano pellicole, meno di quante vorremmo

mercoledì 15 penne con pesce spada

siamo nel luogo dove ho mangiato il gelato più buono di tutta la mia vita, “Sferracavaddu”, la partenza è prossima, neanche il tempo delle lacrime, che vediamo la Sicilia dall’ alto.

 

 

 

Il Teatro urbano e la fotografia lenta

workshop con la Roba Apposta a cura di Palermofoto e Branco Ottico

video a cura di Alessandra Bagnasco

 

 

Chi trova una pellicola, trova un tesoro

Articolo di Marco Mancini  

 

La prima volta è successo per caso.

Curiosando tra le fotocamere d’ epoca, vendute a pochi euro ai mercatini, trovai una pellicola.

Ho pensato di prenderla per esercitarmi nella fase di sviluppo, inizialmente era solo un test di abilità.

Scoprii che l’ argento impressionato dalla luce sopravvive al tempo per raccontare storie di altre epoche, trovare rullini dispersi per svilupparli è diventata come la ricerca del tesoro nascosto.

L’ emozione che mi assale subito dopo l’ apertura della tank, è qualcosa di indescrivibile, lo spazio e il tempo si deformano e ciò che appare da quei fotogrammi fa palpitare il cuore.

Momenti di vita quotidiana, persone sconosciute ti guardano da un’ altra epoca, paesaggi e città non più riconoscibili e che sono mutate con il tempo.

Però non sempre l’ impresa riesce, cercare di individuare i giusti parametri per lo sviluppo è fondamentale, servono esperienza e intuito, conditi da un pizzico di fortuna.

Certo, se la pellicola è stata aperta ed ha preso luce, il gioco non funziona naturalmente.

Sono diversi gli episodi che oramai mi vanto di raccontare, il rullo più interessante e allo stesso tempo più complicato per l’ individuazione del giusto sviluppo, mi ha dato le più grandi soddisfazioni perché sono riuscito a ricostruire la sua provenienza.

 

 

L’ ho trovato dentro una fotocamera Kershaw Eight-20 Penguin, una macchina a soffietto verticale che porta il formato pellicola 120, fu prodotta dal 1946 dalla Kershaw-Solo, ben pochi i settaggi disponibili, due diaframmi, quattro tempi di posa e messa a fuoco fissa.

La pellicola in questione è una GRATISPOOL, marchio nato a Glasgow nel 1930, diventò molto popolare per la pubblicità che recitava:

mandaci i rulli da sviluppare e noi ti mandiamo gratis una stampa formato cartolina ed un rullo nuovo da utilizzare

Dopo aver chiesto consiglio ad un amico, ho sviluppato la pellicola in Rodinal 1+50 per 16 minuti a 20 °C, questo è bastato per attivare la macchina del tempo e farmi viaggiare all’ interno dei 4 fotogrammi ben visibili che mi hanno fatto prima sorprendere e poi emozionare.

 

 

Come un cocciuto detective ho cercato di ricostruire le informazioni utili ad individuare le origini delle fotografie attraverso ciò che vedevo nei fotogrammi, difficilissimo senza riferimenti.

Ma un punto di partenza in realtà c’ era!

Dall’ ingrandimento dei numeri di targa delle auto parcheggiate, sono risalito al codice che mi ha permesso di interpretare il significato e quindi la provenienza. Sono targhe britanniche anteriori al 1975, i codici indicano le città di Huddersfield, lancashire e Leeds.

Ho quindi interrogato Street View per trovare il posto esatto ed ho identificato anche la via da dove è stata presa la foto.

A quel punto ho chiuso il cerchio e ricostruito la storia di quel rullino. Purtroppo non conosco chi ha fatto quelle fotografie e mi chiedo che strada abbia fatto quella pellicola per arrivare al mercatino di Roma.

 

 

 

Spesso guardo quei fotogrammi e rimango colpito, la fotografia è l’ unico strumento in grado di indagare a fondo nel mistero del tempo.

Oggi scatterò alcune foto e non svilupperò la mia pellicola.

 

 

 

 

Open Day Fotomatica, quando la passione ti trascina in camera oscura

Articolo di Davide “Canesciolto” Rossi      
backstage di Daniele Sandri, Nicola Bevilacqua, Luigi Masin      
riprese video: Nicola Bevilacqua, Luigi Masin       
montaggio video: Davide “Canesciolto” Rossi

Open Day Fotomatica, in molti si sono lasciati piacevolmente trascinare in camera oscura, tra appassionati e curiosi l’ afflusso è stato superiore alle aspettative.

L’ occasione era ghiotta, Branco Ottico ha presentato il nuovo kit di inversione per carte e pellicole, chiamato ROBA APPOSTA, un momento perfetto per confrontarsi, sfogare la propria curiosità e divertirsi.

 

 

L’ ottima organizzazione ha permesso di gestire in modo ottimale tutte le sessioni di ritratto previste, su prenotazione i diversi gruppi sono stati suddivisi tra sala posa e camera oscura.

La giornata non ha consentito pause, alcuni dei fortunati si sono potuti portare a casa il proprio ritratto in grandissimo formato, che hanno visto nascere e diventare un positivo, alla regia fotografica, Lina Bessonova e Davide Rossi.

 

 

Come al solito stile del Branco Ottico, le sessioni di ritratto sono state gestite come una sorta di teatro improvvisato, infatti i partecipanti si sono ritrovati a prendere parte attivamente alle fasi di scatto e sviluppo, il tutto non senza colpi di scena.

 

 

 

 

ROBA APPOSTA black and white reversal kit OFFICIAL PAGE

 

 

TOY CAMERA, non è un gioco

Articolo di Luigi Masin  

 

La semplicità disarmante con cui molti autori sono riusciti a creare vere e proprie opere fotografiche attraverso l’ utilizzo di fotocamere giocattolo, mi ha sempre attratto ed incuriosito.

Mi faccio sempre molte domande.

E cerco risposte!

 

Dove posso trovare tutte le risposte se non sperimentando con le stesse TOY CAMERA?

Ragionando sul fenomeno della Lomografia, termine che definisce un particolare approccio alla fotografia analogica e caratterizzato dall’impiego di una macchina fotografica a pellicola tradizionale 35 mm compatta, la LOMO, si potrebbe pensare che oramai non sia più soltanto un fenomeno di tendenza.

Avvolto dal romanticismo, mi sono procurato diverse Toy Camera e dando uno sguardo più da vicino a questi “oggetti plasticosi“, mi sono reso conto di non avere nulla in mano.
Inesistenti come struttura, due soli tempi di scatto 1/60 sec. e posa B, diaframma con sole o nuvole, lenti di plastica e messa a fuoco a stima.
Visti i risultati che si possono ottenere, raggiungo l’ importante traguardo mentale, che il mezzo fotografico non conta. O perlomeno non conta per un certo tipo di fotografia.

 

Parlando della Lomo devo dire che è una macchina fotografica completa, di produzione Russa degli anni Settanta poi ripresa da Lomography, ha diaframmi da F 2,8 a F 16 più la posizione automatica che si riferisce al tempo di scatto, messa a fuoco da 0,8 m all infinito, i tempi di scatto automatici in base ai diaframmi scelti.

Doppie o triple esposizioni, scelte di pellicole bianco nero o colore, scambi di sviluppo colore definiti CROSS PROCESSING per ottenere colorazioni particolari, poi ci sono le pellicole cinematografiche, le LOMO INSTANT.

Un mondo da scoprire in cui tuffarsi con curiosità e voglia di scoperta.

Ma chi l’ ha detto che è un gioco?

VENEZIA CON LA ZERO IMAGE CAMERA E PELLICOLA SUPER SCADUTA

 

 

e se vi piace l’ argomento potete cercare un buon libro